I Corsari - Attrazione dismessa
Re: I Corsari - Attrazione dismessa
Hanno accatastato vari animatronics nel parcheggio dipendenti.
Sono nella fase di demolizione e smontaggio di quello che non servirà per la nuova attrazione.
Sicuramente ci sono grandi movimenti là sotto. Per i lavori nel villaggio inglese (faro e portale) probabilmente faranno tutto negli ultimi mesi prima dell' apertura.
Sono nella fase di demolizione e smontaggio di quello che non servirà per la nuova attrazione.
Sicuramente ci sono grandi movimenti là sotto. Per i lavori nel villaggio inglese (faro e portale) probabilmente faranno tutto negli ultimi mesi prima dell' apertura.
Re: I Corsari - Attrazione dismessa
Grazie per questa fantastica panoramica, molti dettagli che hai elencato sono veramente affascinanti soprattutto per una attenzione dell'epoca, grazie mille!SILMA ha scritto: 23 set 2024, 2:07 Io posso rispondere a qualche curiosità, I Corsari fu una delle prime attrazioni al mondo a utilizzare ripetitori audio "tapeless" ovvero senza nastri, cosa per niente scontata all'epoca. Le proiezioni furono super innovative, in quanto utilizzavano proiettori non a pellicola ma analogici (da quello che sono riuscito a ricostruire, vi erano due proiettori tritubo per ogni scena "ravvicinata", come i pirati sopra al fuoco nella seconda scena o Honorata e il Corsaro Nero che indicavano la strada sul balcone) in quanto un solo proiettore non era abbastanza luminoso per creare l'effetto, quindi due proiettori allineati e sincronizzati. All'epoca Disneyland penso usasse ancora le pellicole 16mm per proiettare i volti sulle statue e di Madame Leota nella Haunted Mansion. I filmati dei Corsari erano incisi su Laserdisc e riprodotti tramite lettori Lasermax della Sony. Per i primi mesi di vita sopra al volto dell'animatronic di Jason nella locanda vi era una sovraproiezione del volto, che lo faceva parlare, proprio come le statue e Madame Leota del Disneyland sopra citate. Il proiettore (monotubo) era nascosto dietro la colonna, ma l'animatronico si muoveva e quindi la proiezione venne tolta dopo pochissimo. Le scene proiettate furono girate tutte con normali telecamere analogiche (su Umatic o Betacam, da verificare), tranne la scena finale dove Honorata e il Corsaro Nero erano sott'acqua. Questa scena venne girata in pellicola (16mm) con una cinepresa modificata per girare a 100 fotogrammi al secondo (contro i normali 24 fotogrammi al secondo delle normali cineprese/videocamere analogiche, a nastro o pellicola). Questo perchè per riprodurre l'effetto che fossero sott'acqua il filmato venne elaborato al rallentatore, ma se fosse stato girato a 24fps ci sarebbe stato l'effetto "a scatti" tipico dei video dei cellulari anni 2000, mentre a 100 fotogrammi è tutto liscio e bello scorrevole. Ad oggi anche i cellulari piu' scarsi da meno di 200 euro girano video a 120fps, questo per far capire le difficoltà tecniche dell'epoca. La stessa cosa avvenne per "Quattro Mosche di Velluto Grigio" di Dario Argento, dove la scena finale, al rallentatore, venne girata con una cinepresa a 18mila fotogrammi al secondo (la cinepresa, unica al mondo, si distrusse durante la ripresa, ma ci ha regalato una delle piu' belle scene del Cinema di sempre). La spettacolare scena della battaglia tra la nave fantasma e il fortino venne girata utilizzando un modellino del vascello, costruito apposta, e per le cannonate erano stati inseriti petardi nel modellino. Ho motivo di pensare che la Luna e la nave non fossero le uniche proiezioni in quella sala, ma che venisse proiettato il volto di Jason poco prima di affondare nel tunnel, tramite una proiezione vera e propria il primo anno, un laser dal secondo anno. Ma notizia ancora da verificare con prove. Nella scena della nave spezzata, prima che cadesse il cannone e la cassa, apparivano nel telo dietro Honorata e il Corsaro Nero, per avvertirci che stavano per cadere (nello stesso telo col restyling 2018 c'erano i pirati che battevano i pugni sugli oblo'). I volti dei pirati dentro i cristalli erano normali diapositive 35mm, le foto vennero elaborate per distorcere i volti degli attori con la primissima versione di Photoshop Adobe.
I Corsari non ha mai funzionato al 100% dei suoi effetti, in quanto venne aperta che mancavano ancora alcune cose (come il dialogo nella scena della battaglia, il primo anno vi era solo il soffio del vento e le cannonate), ma ironicamente, l'anno dopo, aggiunte le ultime mancanze, già non funzionavano piu' delle cose, come dicevo prima esempio il volto proiettato di Jason nella locanda. Nella scena delle fogne, sulla sinistra, vi era un sistema di carrucole che faceva nuotare dei topi finti nell'acqua. Il sistema era ancora oggi visibile, ma il cavo era stato tagliato con il restyling 2018. Per risparmiare venne deciso di creare dei veri e propri teatri, con una entrata e una uscita, dove le barche, entrando, avrebbero attivato il tutto, avrebbero fatto il percorso e una volta uscite dalla scena il tutto si sarebbe spento, per poi ripartire a una ventina di secondi di distanza per la prossima barca. Questa scelta progettuale ha reso l'attrazione unica, basta vedere le varie Pirati dei Caraibi, con gli effetti tutti in loop, senza un inizio e una fine, dove vediamo anche la barca di quelli davanti. Non si crea immersività, non c'è "magia", magari poi l'effetto lo vedono quelli davanti a noi, e quando passiamo noi il loop non è ripartito quindi non vediamo nulla. Nei Corsari la scena era "tutta nostra" e finito il nostro tempo, il tutto si spegneva. Il mostro marino era completamente pneumatico, cosa che non avrei mai creduto (pensavo idraulico) e invece... Chi è andato l'ultimo giorno si è anche goduto i potenti sbuffi d'aria del sistema di alimentazione dei pistoni (nascosto nelle rocce sulla destra della coda del mostro), che non si era mai notato grazie alle cascate d'acqua (quel giorno non piu' funzionanti). I Corsari è stato un esperimento, dove vennero testati nuovi effetti speciali, che naturalmente si sono rivelati troppo prematuri. Per questo già nel 97/98 non andava piu' metà roba, non c'era ancora la tecnologia giusta (e quindi non era questione, almeno solo, di noncuranza o mancata manutenzione).
Ne approfitto per chiedere, a chi c'era all'epoca, info sulla scena della battaglia proiettata, ovvero se effettivamente oltre al vascello e alla Luna vi fosse una terza proiezione sulle rocce o sul tunnel, che mostrava presumibilmente il volto di Jason. Io sono nato nel 97, purtroppo non ho mai avuto l'onore di conoscere questa Signora nei suoi anni migliori. Le notizie riportate sopra sono tutte fondate con prove, non sono frutto di "sentito dire" o di "mi sembra che". Un saluto a tutti, Nicolas.
Re: I Corsari - Attrazione dismessa
Questa testimonianza mi fa pensare a due cose. La prima è che era un periodo in cui non avevano paura ad osare. La seconda è che bisogna usare sempre utilizzare tecnologie mature, affidabili e dai costi di gestione prevedibili. Altrimenti dopo poche centinaia di ore di lavoro ci si trova con un sacco di problemi costosi da risolvere
- Andrea Ricci
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Re: I Corsari - Attrazione dismessa
Vista l'importanza del reperto postato qualche pagina indietro, ho OCRizzato il documento e fatto tradurre da deepl.
Non l'ho riletto in Italiano per cui può darsi che sia migliorabile anche se generalmente deepl fa un ottimo lavoro.
Lo metto in spoiler perché è molto lungo
English:
Italiano:
Non l'ho riletto in Italiano per cui può darsi che sia migliorabile anche se generalmente deepl fa un ottimo lavoro.
Lo metto in spoiler perché è molto lungo
English:
Spoiler
THE DOUBLE DECEPTION OF I CORSARI
John Offord goes deep behind the scenes of a new and unique ‘technological’ ride at Gardaland in northern ltaly
Hidden within the 7000 square metre maze of a huge purpose-built underground concrete nuclear-type bunker located underneath a pirates galleon, and sited within the popular Gardaland leisure park on the south-eastern shores of Lake Garda, is a new ‘ride’ that has been drawving visitors in their hundreds of thousands since its opening in the Spring of 1992.
'I Corsari' (The Legend of Jason Montague and the Black Corsair) is the name of this unique pirate adventure, and its special interest to us is the way creative talent, most particularly from the US and UK, has been harnessed to provide the ultimate in magic, mystery and deception. You will be easily deceived on this ride from the moment you make your way down through the hold of the galleon, and queue up for the underground boat journey. When you've finished the quarter-of-a-mile circuit you'll probably want to go round again, and again, as most visitors do, either in an attempt to see all the bits you missed or in a vain attempt to work out how it was all achieved.
The magic of the scenery, the flowing water, the movement and so on is an application of more readily understood skills. But the behind-the-scenes imagineering that was produced largely ‘offsite’ is much more secret and for the layman probably impossible to figure out. However, I'll attempt, with assistance from some of the principal people involved, to let you in on a few of the details
First, I shouslet do set out to put the adventure into context. The ride uses a number of pairs 20-seater boats which proceed from the grotto loading area through a sequence of 18 separate 'scenes' of various lenghts. The whole ride tells a story, rather than running through a continuous sequence. Each of the scenes is a theatrical set, with a show that follows the boats’ movement, allowing a fully planned sequence. The activity in each of the scenes involves complex animatronic human figures, trees and animals and even special effects ranging from water explosions to swimming rats. Audio plays a major part in every scene, with general background tracks and many spot effects tracks for specific effects. A theatrical lighting scheme and many optical, video and slide special effects all combine to produce the magic that is special to 'I Corsari'.
Project management for this great adventure was in the hands of Mellon Stuart Intemational of Orlando, Florida and the key names involved with all the specific elements of mystery (see comprehensive listing at end of this piece) are, as you will note, either by name and/or location, a high-powered bunch, well-versed in handling out-of-the-ordinary projects.
Overall production was in the hands of Richard Crane. "The project has a number of obstacles to overcome," he explained, "not the least of which was the extremely tight schedule in which to complete it. By the time all of the approvals had been obtained, there was less than one year in which to complete the design, fabricate and install. The reason it was successful is due entirely to the fine co-operation within the team and their orchestration by Mellon Stuart International.
"Geographically, the team included members from Florida, California and the UK and a couple of meetings along the way were necessary but most of the co-ordination was accomplished electronically through facsimile messages and by transmitting drawings from one computer to another through telephone modems. Just a few years ago this could never have been accomplished in the time available."
The project was sensibly organised into three phases of work: outline design, detailed design and production and each stage was approved by the client before the next was begun. Because the initial work was fee-paid, the right amount of time and effort could be put in to develop the ideas and their costs, and the owners of Gardaland had accurate information upon which to make decicions. "So often, initial concept and development work is expected without fees," explained Malcolm Lewis of London-based Media Projects International, who took care of the audio visual aspects of the project. "This limits the quality of the information and is often a false economy on the part of owners and developers."
The project began with a briefing organised by HHCP, the designers and architects, which brought the whole team together, allowing for everyone to put faces to names and develop a relationship. "This made working together much easier and the barrier of distance between the UK and US teams virtually disappeared," continued Malcolm Lewis. "There was an excellent team spirit and easy communication."
I can testify to the amount of preparatory work involved simply by glancing through various inch-thick volumes of scripts, story boards, scene structures, 'storyline and atmosphere drawings for a ‘dark ride’ and 'Technical analysis for a dark ride’ that are sitting on my desk as I put this piece together.
Back to Malcolm Lewis, who describes in detail some of the secrets of deception.
“The two most challenging sequences we had to create were an underwater scene with Corsari and Honorata, and Jason Montague's ship firing on the fort and visitors. The underwater scene had to be convincing. We created four layers of image and combined them in the edit. The first layer was our two actors, swimming as if under water and 'guiding' visitors out of trouble. They were suspended on Kirby harnesses two metres above the floor, in front of a blue screen with two wind machines below them.
"This was the only scene that was shot on 16mm film because we had to shoot at 100 frames per second to ‘slo-mo’ the action. The harnesses became quite painful after a while but traditional fortitude and masses of foam rubber near private parts saved the day! It wasn't really dangerous, but diving towards wind machines requires a certain nerve. In the event, the very expensive period dress, covered in lace, did become a casualty when it got caught and torn in the machine. Thank God for insurance!
We shot flickering shafts of light reflected from broken pieces of mirror placed under water in flat dishes, bubbles rising in a glass tank, and in a warehouse in Edmonton, exotic tropical fish. When combined together with the live action, it is absolutely convincing."
Probably the most physically exciting part of the ride is the scene where visitors are caught amongst the crossfire, with canons seemingly firing within inches of the boats and landing in the water alongside, complete with the necessary spray.
"The ship firing at everyone head to be ghostly and fire its cannon in a certain sequence, to an accuracy of tenths of a second," explained Malcolm Lewis. "It was a model, made by a company coincidentally named 'Pirate Models'. Though we looked at other model makers, their name was too good an omen to pass up! They built a one-sided model 60cm long which was a replica of the full-size ship above the action which is the entry point for the ride. It had canons that could fire individually and had a couple of explosions on board for when it was hit. We got the scene after five takes, which was just as well as with each take, the on-board explosions were very effectively reducing its splendour.
"In the edit we had to time cannon shots precisely and give the ship a 'ghostly aura'. This was done after much experimenting with a monitor showing the image being put under a caption camera, with tracing paper over the top, to provide a soft key that could be coloured and superimposeovder over the original image. In all, we re-edited this scene six times as different calculations of its timing in relation to ride boat speeds were sent from ltaly!
The video image of the pirate ship was projected into a large Pani projection of a moon-lit sea. This background image was substantially retouched - the moon and the rocks were re-positioned - using Photoshop on the Apple Mac. This is something that would have cost a fortune out-of-house a few years ago.
"The Mac also came into its own for the Crystal Cavern scene. Here we started with straightforward studio shots of a number of evil-smelling pirates, then scanned them into Photoshop and distorted them to a point where their own mothers would not have recognised them! As well as distortion, we changed their costume colours and swapped various pieces of anatomy to create six pirate 'spirits' from an original set of four pictures."
Control and systems design for I Corsari came under the wing of Kevin Murphy, divisional manager for Leisure Systems at Electrosonic Ltd of Dartford in the UK.
"The design stages presented some interesting problems," said Kevin. "In convincing the American specialists and especially the animatronics (Creative Presentations) and special effects (Technifex) teams to use the Electrosonic Ancor system. There was some reluctance to use a show control system they had no experience of, but the programming went so well on site that any doubts were very soon dispelled.
"The particularly important point to this ride is that every scene runs as a show, triggered every time a boat enters. Great care had to be taken to ensure that all the action unfolded around the boat as it progressed through each scene, to give visitors a story. Some last minute unscheduled changes in the ride speed necessitated some quick programming changes, but the ease of Ancor programming allowed this to be done with the mininum of fuss."
The actual programming and rehearsal of each scene involved the use of a PC based programming station with a special panel complete with servo driven sliders, joystick and switches. The completed programmes were then recorded onto solid state EPROM based show cards for the highest level of reliability. All audio is replayed using the Electrosonic ESTA tapeless audio range, and general background tracks are also recorded onto EPROM. Every audio channel was equalised using Electrosonic modular mixers, with amplification by Rane and Crest. The main show loudspeakers are Turbosound and LEM, and any spot effects are replayed using JBL Control series.
Ian Scott was Electrosonic’s project engineering manager, and the man responsible for all implementation in production, final designs and all on-site work. "The final design, wiring and production of 16 control racks and 11 lighting racks was carried out at Hawley Mill (HQ of Electrosonic) with staged shipments and installation in Italy to match the construction schedule," he explained. "The production schedule was always extremely demanding. Once we had been given the go-ahead for the project, following the design stage, Museum Services (responsible for scenic design) were already putting together the first scenes. The final system is based around four main control areas, with an overall supervising and operating console room overlooking the grotto boat-loading area.
"In order to provide real flexibility in production to the show producer, we had to put together and record most of the tapeless audio system on site. Tony Frossard (SAV) carried out any final editing on site using the installed audio system to check the required effects. A complete tapeless audio recording facility was then used to record the sound EPROM's from approved audio tracks - a job that is usually carried out back at Hawley Mill. At least there were no major surprises, and we managed a fairly immediate tum-round in the EPROM loaded tapeless audio cards."
One new item the Electrosonic team now have to include in their tool-kit is a pair of waders! To install sensors and get to vital parts of the ride after the water had been put in, they were an essential fashion and practical accessory.
One of the biggest problems facing the installation team was the multicore control cable that was required to meet the Italian fire regulations. "The cable we had to use was particularly stiff and inflexible," said Kevin Murphy, "but the colour coding available for the cables, generally 4-pair in an overall sheaf was very limiting. The choice was down, to black sheaf with four black pairs! With thousands of control channels, both analogue and digital, this took a considerable amount of time and patience."
Lighting design for I Corsari was executed by DHA Design Services, the team being led by David Hersey working with associate designers Ted Mather and Adam Grater. "Being involved in the initial stages was a bonus often denied to lighting designers," explained Adam Grater,"and, along with plotting out a good overhead catwalk grid, we were able to build up a set of 'Design Intention' sheets which helped us develop our palette and equipment lists, get our requirements integrated with the rest of the team, and carry it all through to the commissioning."
The manifesto for each of the scenes makes for intriguing reading. Take scene 12 (‘Edge of the Earth’) as an example:
1) Cloud effects on all rocks swirling counter-clockwise.
2) Dark blue fill in fresnel wash.
3) Pinspots and cool moonlight breakups on boat, barrel and tourist.
4) Fibre optics to light edge of earth. Mount on far side with U-channel to direct light upwards.
5) 10 strobe Lekos with lightning templates and five Dataflash strobes for lighting on rock walls throughout.
6) Three gobo rotators for whirlpool focus in three different sizes. Variable speed on a channel to speed up as water speed increases. Vary colour slightly.
7) Underwater Pars in Red (pre-boil), Green (appearance) and NC (climax) for monster head and tail. Mount on side of concrete pit walls.
8) Downlight and crosslight from catwalks for head and tail.
9) Downlight waterfall with three cir Ministrip (light blue, dark blue, green).
An interesting note at the foot of this section in the manifesto further advises the light artist: 'Most fantastical action scene of all. Swirling clouds and lightning everywhere. Then monster appears in a great flourish! Wow!'
The bulk of the standard lighting equipment comprises mainly Teatro fittings (a choice possibly influenced by the factory being literally up the road). Wherever possible, lamps were fitted with long life M class lamps (levels in this kind of work are generally pretty low) and lamp life is further enhanced by each scene
being triggered by the approaching boat, the lights ramping up to do a series of cues, and then settling back to preset level as the boats depart.
Back to Adam Grater. "The lighting was written on a Colortran Prestige, supplied by XTBA, and then downloaded into the Electrosonic system for continuous playback. Other equipment heavily used included the excellent White Light VSFX units, rather a lot of tubular ripples, the occasional M16 and one or two (or more) gobos and animation discs.
"Some specials were produced: in particular the load scene, originally seen as a piazza, had lots of moonlight filtering through a tree canopy overhead. However, as one or two financial problems occurred it was re-themed as a grotto and we lost our lighting positions due to the new design. Grasping the obvious, we decided to fill it with larger than life practicals - sort of gothic pirate chandeliers - which were detailed by Mike Almond and, along with numerous other types of ships lamps and hand-held pirates lanterns, were beautifully made by P.L.P. in London.
"Further down an entire scene is full of translucent crystals, the brief having them all in one colour as the boats entered the scene, and then cycling through a range of pastels as the rest of the scene was revealed. A neat little three (dichroic) colour M16 downlighter (by Laser Systems) stood on its end sorted this one whilst further down the ride, an entire scene (the bottom of the sea) painted in UV is lit with UV
tubular ripple units (adapted by Bev Bigham of Lighting Technology and Howard Eaton), along with animation discs fitted onto Light Projects UV Par 36s.
"The ubiquitous Mac reared its head again as we were able to translate the original design drawings (on AutoCAD) into our system (Powerdraw) and use these for the backgrounds of the 18 lighting plans. On-site computers and a printer then allowed for each scene to be updated as it was progressed, and an individual A3 was created for each area to work from whilst plotting. This was an interesting period as it could only be done from the audience point of view and wading through a fairly rapidly flowing, cold and dark river (containing hidden obstacles such as 20' pits with animatronic serpents) may not be considered over conducive to the creative process. On one occasion, the desire to scuba-plot became too much for one of our more distinguished colleagues. He, of course, was the one man with waders that didn't leak."
"The completed project shows how a strong team of specialists getting together can provide the very best result," said Electrosonic’s Kevin Murphy. "During design meetings in the UK and US, expertise and experience tended to overlap, creating some very positive and quite exciting interaction, even though the team had never worked together as a whole beforehand. Once each stage was defined, the specialist teams concentrated on their own areas of the ride to ensure the latest and best ideas were utilised efficiently. "The end result is really one of the finest rides I have experienced and a project to be proud of."
Another man who thoroughly enjoyed seeing the project comet o fruition and who is still based on the site is Bernie Allison of Mellon Stuart. With Mike Lowe of locally based Teatro, who supplied the majority of luminaires installed on site, he took me for an almost dry walk (without waders) through the labyrinth. After 24 years in the US military he’s fallen in love with show business and this corner of Italy and is hoping to stay with Gardaland and I Corsari. Bernie assisted on project management and has worked on the mechanics since the ride has been in operation.
"It's been lots of work but a pleasure to make this thing happen," he said. "Scenographically it's extremely entertaining and the special effects and lighting that go with it add the final touch to making the ride one of the best in the world. People applaud when they get off the boats at the end of the ride, before queuing up to go through again!"
I Corsari
Gardaland, Castelnuovo, Italy
Main contractor and Project Management: Mellon Stuart International (US)
Show Production: Richard Crane Productions (US)
Set Building and Design: Museum Services Inc. (US)
Show Control, Lighting and AV Control Systems: Electrosonic (UK)
Animatronics: Creative Presentations (US)
Audio Visual Production: Media Projects International (UK)
Special Effects: Technifex (US)
Lighting: DHA Design Services (UK)
Sound: Tony Frossard
Ride: Intamin (Switzerland)
John Offord goes deep behind the scenes of a new and unique ‘technological’ ride at Gardaland in northern ltaly
Hidden within the 7000 square metre maze of a huge purpose-built underground concrete nuclear-type bunker located underneath a pirates galleon, and sited within the popular Gardaland leisure park on the south-eastern shores of Lake Garda, is a new ‘ride’ that has been drawving visitors in their hundreds of thousands since its opening in the Spring of 1992.
'I Corsari' (The Legend of Jason Montague and the Black Corsair) is the name of this unique pirate adventure, and its special interest to us is the way creative talent, most particularly from the US and UK, has been harnessed to provide the ultimate in magic, mystery and deception. You will be easily deceived on this ride from the moment you make your way down through the hold of the galleon, and queue up for the underground boat journey. When you've finished the quarter-of-a-mile circuit you'll probably want to go round again, and again, as most visitors do, either in an attempt to see all the bits you missed or in a vain attempt to work out how it was all achieved.
The magic of the scenery, the flowing water, the movement and so on is an application of more readily understood skills. But the behind-the-scenes imagineering that was produced largely ‘offsite’ is much more secret and for the layman probably impossible to figure out. However, I'll attempt, with assistance from some of the principal people involved, to let you in on a few of the details
First, I shouslet do set out to put the adventure into context. The ride uses a number of pairs 20-seater boats which proceed from the grotto loading area through a sequence of 18 separate 'scenes' of various lenghts. The whole ride tells a story, rather than running through a continuous sequence. Each of the scenes is a theatrical set, with a show that follows the boats’ movement, allowing a fully planned sequence. The activity in each of the scenes involves complex animatronic human figures, trees and animals and even special effects ranging from water explosions to swimming rats. Audio plays a major part in every scene, with general background tracks and many spot effects tracks for specific effects. A theatrical lighting scheme and many optical, video and slide special effects all combine to produce the magic that is special to 'I Corsari'.
Project management for this great adventure was in the hands of Mellon Stuart Intemational of Orlando, Florida and the key names involved with all the specific elements of mystery (see comprehensive listing at end of this piece) are, as you will note, either by name and/or location, a high-powered bunch, well-versed in handling out-of-the-ordinary projects.
Overall production was in the hands of Richard Crane. "The project has a number of obstacles to overcome," he explained, "not the least of which was the extremely tight schedule in which to complete it. By the time all of the approvals had been obtained, there was less than one year in which to complete the design, fabricate and install. The reason it was successful is due entirely to the fine co-operation within the team and their orchestration by Mellon Stuart International.
"Geographically, the team included members from Florida, California and the UK and a couple of meetings along the way were necessary but most of the co-ordination was accomplished electronically through facsimile messages and by transmitting drawings from one computer to another through telephone modems. Just a few years ago this could never have been accomplished in the time available."
The project was sensibly organised into three phases of work: outline design, detailed design and production and each stage was approved by the client before the next was begun. Because the initial work was fee-paid, the right amount of time and effort could be put in to develop the ideas and their costs, and the owners of Gardaland had accurate information upon which to make decicions. "So often, initial concept and development work is expected without fees," explained Malcolm Lewis of London-based Media Projects International, who took care of the audio visual aspects of the project. "This limits the quality of the information and is often a false economy on the part of owners and developers."
The project began with a briefing organised by HHCP, the designers and architects, which brought the whole team together, allowing for everyone to put faces to names and develop a relationship. "This made working together much easier and the barrier of distance between the UK and US teams virtually disappeared," continued Malcolm Lewis. "There was an excellent team spirit and easy communication."
I can testify to the amount of preparatory work involved simply by glancing through various inch-thick volumes of scripts, story boards, scene structures, 'storyline and atmosphere drawings for a ‘dark ride’ and 'Technical analysis for a dark ride’ that are sitting on my desk as I put this piece together.
Back to Malcolm Lewis, who describes in detail some of the secrets of deception.
“The two most challenging sequences we had to create were an underwater scene with Corsari and Honorata, and Jason Montague's ship firing on the fort and visitors. The underwater scene had to be convincing. We created four layers of image and combined them in the edit. The first layer was our two actors, swimming as if under water and 'guiding' visitors out of trouble. They were suspended on Kirby harnesses two metres above the floor, in front of a blue screen with two wind machines below them.
"This was the only scene that was shot on 16mm film because we had to shoot at 100 frames per second to ‘slo-mo’ the action. The harnesses became quite painful after a while but traditional fortitude and masses of foam rubber near private parts saved the day! It wasn't really dangerous, but diving towards wind machines requires a certain nerve. In the event, the very expensive period dress, covered in lace, did become a casualty when it got caught and torn in the machine. Thank God for insurance!
We shot flickering shafts of light reflected from broken pieces of mirror placed under water in flat dishes, bubbles rising in a glass tank, and in a warehouse in Edmonton, exotic tropical fish. When combined together with the live action, it is absolutely convincing."
Probably the most physically exciting part of the ride is the scene where visitors are caught amongst the crossfire, with canons seemingly firing within inches of the boats and landing in the water alongside, complete with the necessary spray.
"The ship firing at everyone head to be ghostly and fire its cannon in a certain sequence, to an accuracy of tenths of a second," explained Malcolm Lewis. "It was a model, made by a company coincidentally named 'Pirate Models'. Though we looked at other model makers, their name was too good an omen to pass up! They built a one-sided model 60cm long which was a replica of the full-size ship above the action which is the entry point for the ride. It had canons that could fire individually and had a couple of explosions on board for when it was hit. We got the scene after five takes, which was just as well as with each take, the on-board explosions were very effectively reducing its splendour.
"In the edit we had to time cannon shots precisely and give the ship a 'ghostly aura'. This was done after much experimenting with a monitor showing the image being put under a caption camera, with tracing paper over the top, to provide a soft key that could be coloured and superimposeovder over the original image. In all, we re-edited this scene six times as different calculations of its timing in relation to ride boat speeds were sent from ltaly!
The video image of the pirate ship was projected into a large Pani projection of a moon-lit sea. This background image was substantially retouched - the moon and the rocks were re-positioned - using Photoshop on the Apple Mac. This is something that would have cost a fortune out-of-house a few years ago.
"The Mac also came into its own for the Crystal Cavern scene. Here we started with straightforward studio shots of a number of evil-smelling pirates, then scanned them into Photoshop and distorted them to a point where their own mothers would not have recognised them! As well as distortion, we changed their costume colours and swapped various pieces of anatomy to create six pirate 'spirits' from an original set of four pictures."
Control and systems design for I Corsari came under the wing of Kevin Murphy, divisional manager for Leisure Systems at Electrosonic Ltd of Dartford in the UK.
"The design stages presented some interesting problems," said Kevin. "In convincing the American specialists and especially the animatronics (Creative Presentations) and special effects (Technifex) teams to use the Electrosonic Ancor system. There was some reluctance to use a show control system they had no experience of, but the programming went so well on site that any doubts were very soon dispelled.
"The particularly important point to this ride is that every scene runs as a show, triggered every time a boat enters. Great care had to be taken to ensure that all the action unfolded around the boat as it progressed through each scene, to give visitors a story. Some last minute unscheduled changes in the ride speed necessitated some quick programming changes, but the ease of Ancor programming allowed this to be done with the mininum of fuss."
The actual programming and rehearsal of each scene involved the use of a PC based programming station with a special panel complete with servo driven sliders, joystick and switches. The completed programmes were then recorded onto solid state EPROM based show cards for the highest level of reliability. All audio is replayed using the Electrosonic ESTA tapeless audio range, and general background tracks are also recorded onto EPROM. Every audio channel was equalised using Electrosonic modular mixers, with amplification by Rane and Crest. The main show loudspeakers are Turbosound and LEM, and any spot effects are replayed using JBL Control series.
Ian Scott was Electrosonic’s project engineering manager, and the man responsible for all implementation in production, final designs and all on-site work. "The final design, wiring and production of 16 control racks and 11 lighting racks was carried out at Hawley Mill (HQ of Electrosonic) with staged shipments and installation in Italy to match the construction schedule," he explained. "The production schedule was always extremely demanding. Once we had been given the go-ahead for the project, following the design stage, Museum Services (responsible for scenic design) were already putting together the first scenes. The final system is based around four main control areas, with an overall supervising and operating console room overlooking the grotto boat-loading area.
"In order to provide real flexibility in production to the show producer, we had to put together and record most of the tapeless audio system on site. Tony Frossard (SAV) carried out any final editing on site using the installed audio system to check the required effects. A complete tapeless audio recording facility was then used to record the sound EPROM's from approved audio tracks - a job that is usually carried out back at Hawley Mill. At least there were no major surprises, and we managed a fairly immediate tum-round in the EPROM loaded tapeless audio cards."
One new item the Electrosonic team now have to include in their tool-kit is a pair of waders! To install sensors and get to vital parts of the ride after the water had been put in, they were an essential fashion and practical accessory.
One of the biggest problems facing the installation team was the multicore control cable that was required to meet the Italian fire regulations. "The cable we had to use was particularly stiff and inflexible," said Kevin Murphy, "but the colour coding available for the cables, generally 4-pair in an overall sheaf was very limiting. The choice was down, to black sheaf with four black pairs! With thousands of control channels, both analogue and digital, this took a considerable amount of time and patience."
Lighting design for I Corsari was executed by DHA Design Services, the team being led by David Hersey working with associate designers Ted Mather and Adam Grater. "Being involved in the initial stages was a bonus often denied to lighting designers," explained Adam Grater,"and, along with plotting out a good overhead catwalk grid, we were able to build up a set of 'Design Intention' sheets which helped us develop our palette and equipment lists, get our requirements integrated with the rest of the team, and carry it all through to the commissioning."
The manifesto for each of the scenes makes for intriguing reading. Take scene 12 (‘Edge of the Earth’) as an example:
1) Cloud effects on all rocks swirling counter-clockwise.
2) Dark blue fill in fresnel wash.
3) Pinspots and cool moonlight breakups on boat, barrel and tourist.
4) Fibre optics to light edge of earth. Mount on far side with U-channel to direct light upwards.
5) 10 strobe Lekos with lightning templates and five Dataflash strobes for lighting on rock walls throughout.
6) Three gobo rotators for whirlpool focus in three different sizes. Variable speed on a channel to speed up as water speed increases. Vary colour slightly.
7) Underwater Pars in Red (pre-boil), Green (appearance) and NC (climax) for monster head and tail. Mount on side of concrete pit walls.
8) Downlight and crosslight from catwalks for head and tail.
9) Downlight waterfall with three cir Ministrip (light blue, dark blue, green).
An interesting note at the foot of this section in the manifesto further advises the light artist: 'Most fantastical action scene of all. Swirling clouds and lightning everywhere. Then monster appears in a great flourish! Wow!'
The bulk of the standard lighting equipment comprises mainly Teatro fittings (a choice possibly influenced by the factory being literally up the road). Wherever possible, lamps were fitted with long life M class lamps (levels in this kind of work are generally pretty low) and lamp life is further enhanced by each scene
being triggered by the approaching boat, the lights ramping up to do a series of cues, and then settling back to preset level as the boats depart.
Back to Adam Grater. "The lighting was written on a Colortran Prestige, supplied by XTBA, and then downloaded into the Electrosonic system for continuous playback. Other equipment heavily used included the excellent White Light VSFX units, rather a lot of tubular ripples, the occasional M16 and one or two (or more) gobos and animation discs.
"Some specials were produced: in particular the load scene, originally seen as a piazza, had lots of moonlight filtering through a tree canopy overhead. However, as one or two financial problems occurred it was re-themed as a grotto and we lost our lighting positions due to the new design. Grasping the obvious, we decided to fill it with larger than life practicals - sort of gothic pirate chandeliers - which were detailed by Mike Almond and, along with numerous other types of ships lamps and hand-held pirates lanterns, were beautifully made by P.L.P. in London.
"Further down an entire scene is full of translucent crystals, the brief having them all in one colour as the boats entered the scene, and then cycling through a range of pastels as the rest of the scene was revealed. A neat little three (dichroic) colour M16 downlighter (by Laser Systems) stood on its end sorted this one whilst further down the ride, an entire scene (the bottom of the sea) painted in UV is lit with UV
tubular ripple units (adapted by Bev Bigham of Lighting Technology and Howard Eaton), along with animation discs fitted onto Light Projects UV Par 36s.
"The ubiquitous Mac reared its head again as we were able to translate the original design drawings (on AutoCAD) into our system (Powerdraw) and use these for the backgrounds of the 18 lighting plans. On-site computers and a printer then allowed for each scene to be updated as it was progressed, and an individual A3 was created for each area to work from whilst plotting. This was an interesting period as it could only be done from the audience point of view and wading through a fairly rapidly flowing, cold and dark river (containing hidden obstacles such as 20' pits with animatronic serpents) may not be considered over conducive to the creative process. On one occasion, the desire to scuba-plot became too much for one of our more distinguished colleagues. He, of course, was the one man with waders that didn't leak."
"The completed project shows how a strong team of specialists getting together can provide the very best result," said Electrosonic’s Kevin Murphy. "During design meetings in the UK and US, expertise and experience tended to overlap, creating some very positive and quite exciting interaction, even though the team had never worked together as a whole beforehand. Once each stage was defined, the specialist teams concentrated on their own areas of the ride to ensure the latest and best ideas were utilised efficiently. "The end result is really one of the finest rides I have experienced and a project to be proud of."
Another man who thoroughly enjoyed seeing the project comet o fruition and who is still based on the site is Bernie Allison of Mellon Stuart. With Mike Lowe of locally based Teatro, who supplied the majority of luminaires installed on site, he took me for an almost dry walk (without waders) through the labyrinth. After 24 years in the US military he’s fallen in love with show business and this corner of Italy and is hoping to stay with Gardaland and I Corsari. Bernie assisted on project management and has worked on the mechanics since the ride has been in operation.
"It's been lots of work but a pleasure to make this thing happen," he said. "Scenographically it's extremely entertaining and the special effects and lighting that go with it add the final touch to making the ride one of the best in the world. People applaud when they get off the boats at the end of the ride, before queuing up to go through again!"
I Corsari
Gardaland, Castelnuovo, Italy
Main contractor and Project Management: Mellon Stuart International (US)
Show Production: Richard Crane Productions (US)
Set Building and Design: Museum Services Inc. (US)
Show Control, Lighting and AV Control Systems: Electrosonic (UK)
Animatronics: Creative Presentations (US)
Audio Visual Production: Media Projects International (UK)
Special Effects: Technifex (US)
Lighting: DHA Design Services (UK)
Sound: Tony Frossard
Ride: Intamin (Switzerland)
Spoiler
IL DOPPIO INGANNO DEI CORSARI
John Offord si addentra dietro le quinte di una nuova e unica giostra “tecnologica” a Gardaland, nel nord dell'Italia
Nascosto nel labirinto di 7000 metri quadrati di un enorme bunker sotterraneo in cemento armato di tipo nucleare, situato sotto un galeone dei pirati e situato all'interno del popolare parco divertimenti Gardaland, sulle rive sud-orientali del Lago di Garda, c'è una nuova “giostra” che ha attirato centinaia di migliaia di visitatori fin dalla sua apertura nella primavera del 1992.
“I Corsari” (La leggenda di Jason Montague e del Corsaro Nero) è il nome di questa avventura piratesca unica nel suo genere, e il suo particolare interesse per noi è il modo in cui i talenti creativi, in particolare statunitensi e britannici, sono stati sfruttati per fornire il massimo della magia, del mistero e dell'inganno. In questo viaggio sarete facilmente ingannati dal momento in cui scenderete nella stiva del galeone e vi metterete in coda per il viaggio in barca sotterranea. Una volta terminato il circuito di un quarto di miglio, probabilmente vorrete fare il giro ancora e ancora, come fa la maggior parte dei visitatori, nel tentativo di vedere tutte le parti che vi siete persi o nel vano tentativo di capire come è stato realizzato il tutto.
La magia del paesaggio, dell'acqua che scorre, del movimento e così via è un'applicazione di abilità più facilmente comprensibili. Ma l'immaginazione dietro le quinte, prodotta in gran parte “fuori sede”, è molto più segreta e per i profani probabilmente impossibile da capire. Tuttavia, con l'aiuto di alcune delle principali persone coinvolte, cercherò di farvi conoscere alcuni dettagli.
Per prima cosa, vorrei contestualizzare l'avventura. La giostra utilizza una serie di coppie di barche da 20 posti che procedono dall'area di carico della grotta attraverso una sequenza di 18 “scene” separate di varia lunghezza. L'intero percorso racconta una storia, anziché scorrere in una sequenza continua. Ogni scena è un set teatrale, con uno spettacolo che segue il movimento dei battelli, consentendo una sequenza completamente pianificata. L'attività in ogni scena coinvolge complesse figure umane animatroniche, alberi e animali e persino effetti speciali che vanno dalle esplosioni d'acqua ai topi che nuotano. L'audio svolge un ruolo importante in ogni scena, con tracce di sottofondo generali e molte tracce per effetti specifici. Uno schema di illuminazione teatrale e molti effetti speciali ottici, video e diapositive si combinano per produrre la magia che è propria de “I Corsari”.
La gestione del progetto di questa grande avventura è stata affidata alla Mellon Stuart Intemational di Orlando, in Florida, e i nomi chiave coinvolti in tutti gli elementi specifici del mistero (si veda l'elenco completo alla fine di questo articolo) sono, come noterete, per nome e/o località, un gruppo di alto livello, ben esperto nella gestione di progetti fuori dal comune.
La produzione complessiva è stata affidata a Richard Crane. “Il progetto aveva una serie di ostacoli da superare”, ha spiegato Crane, ”non da ultimo i tempi estremamente stretti per completarlo. Una volta ottenute tutte le approvazioni, c'era meno di un anno per completare la progettazione, la fabbricazione e l'installazione. Il successo è dovuto esclusivamente all'ottima collaborazione del team e alla sua orchestrazione da parte di Mellon Stuart International.
“Dal punto di vista geografico, il team comprendeva membri provenienti dalla Florida, dalla California e dal Regno Unito e sono stati necessari un paio di incontri lungo il percorso, ma la maggior parte del coordinamento è stata realizzata elettronicamente attraverso messaggi facsimile e la trasmissione di disegni da un computer all'altro attraverso modem telefonici. Solo pochi anni fa tutto questo non sarebbe mai stato possibile nel tempo a disposizione”.
Il progetto è stato organizzato in modo ragionevole in tre fasi di lavoro: progettazione di massima, progettazione dettagliata e produzione e ogni fase è stata approvata dal cliente prima di iniziare la successiva. Poiché il lavoro iniziale era a pagamento, è stato possibile dedicare il giusto tempo e impegno allo sviluppo delle idee e dei relativi costi e i proprietari di Gardaland hanno potuto disporre di informazioni precise su cui prendere decisioni. “Spesso il lavoro di ideazione e sviluppo iniziale è previsto senza compenso”, ha spiegato Malcolm Lewis di Media Projects International, con sede a Londra, che si è occupato degli aspetti audiovisivi del progetto. “Questo limita la qualità delle informazioni e spesso è una falsa economia da parte di proprietari e sviluppatori”.
Il progetto è iniziato con un briefing organizzato da HHCP, i progettisti e gli architetti, che ha riunito l'intero team, consentendo a tutti di dare un volto a un nome e di sviluppare un rapporto. “Questo ha reso la collaborazione molto più facile e la barriera della distanza tra i team del Regno Unito e degli Stati Uniti è praticamente scomparsa”, ha continuato Malcolm Lewis. “C'era un eccellente spirito di squadra e una facile comunicazione”.
Posso testimoniare la quantità di lavoro preparatorio richiesto semplicemente sfogliando i vari volumi spessi un centimetro di sceneggiature, story board, strutture di scene, 'disegni della trama e dell'atmosfera per una 'dark ride' e 'analisi tecnica per una dark ride' che si trovano sulla mia scrivania mentre scrivo questo pezzo.
Torniamo a Malcolm Lewis, che descrive in dettaglio alcuni dei segreti dell'inganno.
“Le due sequenze più impegnative che abbiamo dovuto creare sono state una scena subacquea con Corsari e Honorata e la nave di Jason Montague che spara sul forte e sui visitatori. La scena subacquea doveva essere convincente. Abbiamo creato quattro livelli di immagine e li abbiamo combinati nel montaggio. Il primo strato era costituito dai nostri due attori, che nuotavano come se fossero sott'acqua e “guidavano” i visitatori fuori dai guai. Erano sospesi su imbracature Kirby a due metri dal pavimento, davanti a uno schermo blu con due macchine del vento sotto di loro.
Questa è stata l'unica scena girata su pellicola da 16 mm perché dovevamo girare a 100 fotogrammi al secondo per fare lo “slo-mo” dell'azione. Le imbracature sono diventate piuttosto dolorose dopo un po', ma la tradizionale forza d'animo e le masse di gommapiuma vicino alle parti intime hanno salvato la situazione! Non è stato molto pericoloso, ma tuffarsi verso le macchine del vento richiede un certo coraggio. In ogni caso, il costosissimo abito d'epoca, ricoperto di pizzi, è diventato una vittima quando si è impigliato e strappato nella macchina. Grazie a Dio c'è l'assicurazione!
Abbiamo girato fasci di luce tremolanti riflessi da pezzi di specchio rotti posti sott'acqua in piatti piani, bolle che si sollevano in una vasca di vetro e, in un magazzino di Edmonton, pesci tropicali esotici. Combinato con l'azione dal vivo, è assolutamente convincente”.
Probabilmente la parte più eccitante dal punto di vista fisico è la scena in cui i visitatori si trovano in mezzo al fuoco incrociato, con i cannoni che sembrano sparare a pochi centimetri dalle barche e che atterrano nell'acqua a fianco, con tanto di spruzzi.
“La nave che sparava a tutti doveva essere fantasma e sparare con i cannoni in una certa sequenza, con una precisione di decimi di secondo”, ha spiegato Malcolm Lewis. “Si trattava di un modello, realizzato da un'azienda che per coincidenza si chiamava 'Pirate Models'. Anche se abbiamo preso in considerazione altri costruttori di modelli, il loro nome era troppo di buon auspicio per lasciarselo scappare! Hanno costruito un modello monofacciale lungo 60 cm che riproduceva la nave a grandezza naturale sopra l'azione che è il punto d'ingresso della giostra. Aveva cannoni che potevano sparare singolarmente e un paio di esplosioni a bordo per quando veniva colpita. Abbiamo ottenuto la scena dopo cinque riprese, il che è stato un bene perché ad ogni ripresa le esplosioni a bordo riducevano efficacemente il suo splendore.
“Nel montaggio abbiamo dovuto cronometrare con precisione i colpi di cannone e dare alla nave un'aura spettrale. Questo è stato fatto dopo molti esperimenti con un monitor che mostrava l'immagine sotto una telecamera per didascalie, con della carta da lucido sopra, per fornire una chiave morbida che poteva essere colorata e sovrapposta all'immagine originale. In tutto, abbiamo rielaborato questa scena sei volte, poiché dall'Italia sono stati inviati diversi calcoli sui tempi in relazione alla velocità delle imbarcazioni!
L'immagine video della nave pirata è stata proiettata in una grande proiezione Pani di un mare illuminato dalla luna. Questa immagine di sfondo è stata ritoccata in modo sostanziale - la luna e le rocce sono state riposizionate - utilizzando Photoshop su Apple Mac. Si tratta di un'operazione che qualche anno fa sarebbe costata una fortuna fuori casa.
“Il Mac è stato utilizzato anche per la scena della Caverna di Cristallo. Qui siamo partiti da semplici riprese in studio di una serie di pirati maleodoranti, poi li abbiamo scansionati in Photoshop e distorti al punto che le loro stesse madri non li avrebbero riconosciuti! Oltre alla distorsione, abbiamo cambiato i colori dei costumi e scambiato vari pezzi di anatomia per creare sei 'spiriti' pirata da un set originale di quattro immagini”.
Il controllo e la progettazione dei sistemi per I Corsari sono stati affidati a Kevin Murphy, responsabile della divisione Leisure Systems della Electrosonic Ltd di Dartford, nel Regno Unito.
“Le fasi di progettazione hanno presentato alcuni problemi interessanti”, ha dichiarato Kevin. “Nel convincere gli specialisti americani e soprattutto i team di animatronica (Creative Presentations) e di effetti speciali (Technifex) a utilizzare il sistema Electrosonic Ancor. C'era un po' di riluttanza a utilizzare un sistema di controllo dello spettacolo di cui non avevano esperienza, ma la programmazione è andata così bene sul posto che ogni dubbio è stato presto fugato.
“L'aspetto particolarmente importante di questa corsa è che ogni scena si svolge come uno spettacolo, attivato ogni volta che entra un'imbarcazione. È stato necessario prestare grande attenzione affinché tutta l'azione si svolgesse intorno alla barca mentre questa avanzava in ogni scena, per offrire ai visitatori una storia. Alcuni cambiamenti imprevisti dell'ultimo minuto nella velocità della corsa hanno reso necessarie alcune rapide modifiche alla programmazione, ma la facilità della programmazione Ancor ha permesso di farlo con il minimo sforzo”.
La programmazione vera e propria e le prove di ogni scena hanno richiesto l'uso di una stazione di programmazione basata su PC con un pannello speciale completo di cursori servoassistiti, joystick e interruttori. I programmi completati sono stati poi registrati su schede di spettacolo a stato solido basate su EPROM, per garantire il massimo livello di affidabilità. Tutto l'audio viene riprodotto utilizzando la gamma audio Electrosonic ESTA senza nastro, e anche le tracce di sottofondo vengono registrate su EPROM. Ogni canale audio è stato equalizzato utilizzando mixer modulari Electrosonic, con amplificazione Rane e Crest. I diffusori principali dello spettacolo sono Turbosound e LEM, mentre gli effetti spot sono riprodotti con la serie Control di JBL.
Ian Scott era il project engineering manager di Electrosonic e il responsabile di tutta l'implementazione della produzione, della progettazione finale e di tutto il lavoro in loco. “La progettazione finale, il cablaggio e la produzione di 16 rack di controllo e 11 rack di illuminazione sono stati eseguiti a Hawley Mill (sede centrale di Electrosonic) con spedizioni e installazioni scaglionate in Italia per rispettare i tempi di costruzione”, ha spiegato. “Il programma di produzione è sempre stato estremamente impegnativo. Una volta ottenuto il via libera al progetto, dopo la fase di progettazione, Museum Services (responsabile della scenografia) stava già allestendo le prime scene. Il sistema finale si basa su quattro aree di controllo principali, con una sala consolle di supervisione e comando che si affaccia sulla zona di carico delle barche della grotta.
Per offrire una reale flessibilità di produzione al produttore dello spettacolo, abbiamo dovuto assemblare e registrare la maggior parte del sistema audio senza nastro sul posto”. Tony Frossard (SAV) ha effettuato l'editing finale in loco utilizzando il sistema audio installato per verificare gli effetti richiesti. È stato poi utilizzato un impianto completo di registrazione audio tapeless per registrare le EPROM sonore dalle tracce audio approvate, un lavoro che di solito viene svolto a Hawley Mill. Per lo meno non ci sono state grosse sorprese e siamo riusciti a ottenere un tum-round abbastanza immediato nelle schede audio tapeless caricate su EPROM”.
Un nuovo elemento che il team Electrosonic deve ora includere nel proprio kit di attrezzi è un paio di waders! Per installare i sensori e raggiungere le parti vitali della giostra dopo l'ingresso dell'acqua, sono stati un accessorio pratico e alla moda.
Uno dei maggiori problemi che il team di installazione ha dovuto affrontare è stato il cavo di controllo multipolare, necessario per soddisfare le normative antincendio italiane. “Il cavo che dovevamo utilizzare era particolarmente rigido e poco flessibile”, ha dichiarato Kevin Murphy, ”ma la codifica dei colori disponibili per i cavi, generalmente a 4 coppie in un fascio complessivo, era molto limitante. La scelta è caduta su una guaina nera con quattro coppie nere! Con migliaia di canali di controllo, sia analogici che digitali, questo ha richiesto una notevole quantità di tempo e pazienza”.
Il progetto illuminotecnico de I Corsari è stato realizzato da DHA Design Services, con il team guidato da David Hersey e i designer associati Ted Mather e Adam Grater. “Essere coinvolti nelle fasi iniziali è stato un vantaggio spesso negato ai lighting designer“, ha spiegato Adam Grater, ‘e, oltre a tracciare una buona griglia per la passerella, siamo stati in grado di costruire una serie di fogli di ’Design Intention' che ci hanno aiutato a sviluppare la nostra tavolozza e gli elenchi delle attrezzature, a integrare i nostri requisiti con il resto del team e a portare tutto avanti fino alla messa in servizio”.
Il manifesto di ciascuna scena è una lettura intrigante. Prendiamo ad esempio la scena 12 (“Edge of the Earth”):
1) Effetti di nuvole su tutte le rocce che girano in senso antiorario.
2) Riempimento blu scuro nel fresnel wash.
3) Macchie e frangenti di luce lunare fredda su barca, barile e turista.
4) Fibre ottiche per illuminare il bordo della terra. Montaggio sul lato opposto con canale a U per dirigere la luce verso l'alto.
5) 10 Leko stroboscopici con sagome di fulmini e cinque Dataflash per l'illuminazione delle pareti rocciose.
6) Tre rotatori di gobo per la messa a fuoco dei vortici in tre diverse dimensioni. Velocità variabile su un canale per aumentare la velocità dell'acqua. Variare leggermente il colore.
7) Pars subacquei in rosso (pre-boil), verde (apparizione) e NC (climax) per la testa e la coda del mostro. Montati sui lati delle pareti della fossa in cemento.
8) Faretti da passerella per la testa e la coda.
9) Cascata di downlight con tre cir Ministrip (blu chiaro, blu scuro, verde).
Una nota interessante in calce a questa sezione del manifesto consiglia ulteriormente l'artista della luce: “La scena d'azione più fantastica di tutte. Nuvole vorticose e fulmini ovunque. Poi il mostro appare in una grande esplosione! Wow!”.
La maggior parte dell'attrezzatura illuminotecnica standard comprende principalmente apparecchi Teatro (una scelta forse influenzata dal fatto che la fabbrica si trovava letteralmente in fondo alla strada). Ove possibile, le lampade sono state montate con lampade di classe M a lunga durata (i livelli in questo tipo di lavoro sono in genere piuttosto bassi) e la durata delle lampade è ulteriormente aumentata dal fatto che ogni scena
La durata delle lampade è ulteriormente migliorata dal fatto che ogni scena viene attivata dall'avvicinarsi di una barca, le luci aumentano per eseguire una serie di segnali, per poi tornare al livello preimpostato quando le barche si allontanano.
Torniamo ad Adam Grater. “L'illuminazione è stata scritta su un Colortran Prestige, fornito da XTBA, e poi scaricata nel sistema Electrosonic per la riproduzione continua. Tra le altre apparecchiature utilizzate vi erano le eccellenti unità White Light VSFX, un bel po' di ondulazioni tubolari, l'occasionale M16 e uno o due (o più) gobo e dischi di animazione.
“Sono stati realizzati alcuni speciali: in particolare la scena del carico, originariamente vista come una piazza, aveva un sacco di luce lunare che filtrava attraverso la chioma di un albero. Tuttavia, a causa di uno o due problemi finanziari, la scena è stata trasformata in una grotta e abbiamo perso le posizioni di illuminazione a causa del nuovo design. Cogliendo l'ovvio, decidemmo di riempirlo con elementi pratici più grandi della realtà - una sorta di lampadari gotici dei pirati - che furono dettagliati da Mike Almond e, insieme a numerosi altri tipi di lampade da nave e lanterne pirata portatili, furono splendidamente realizzati da P.L.P. a Londra.
“Più avanti, un'intera scena è piena di cristalli traslucidi, che sono stati realizzati in un unico colore quando le barche sono entrate in scena, per poi passare a una gamma di colori pastello man mano che il resto della scena veniva rivelato. Un piccolo downlighter M16 a tre colori (dicroico) (di Laser Systems) si trovava sulla sua estremità, mentre più avanti, un'intera scena (il fondo del mare) dipinta in UV è illuminata con unità di increspatura tubolari UV (adattate).
(adattati da Bev Bigham di Lighting Technology e Howard Eaton), insieme a dischi di animazione montati sui Par 36 UV di Light Projects.
“L'onnipresente Mac ha fatto di nuovo la sua comparsa, in quanto siamo stati in grado di tradurre i disegni del progetto originale (su AutoCAD) nel nostro sistema (Powerdraw) e di utilizzarli per gli sfondi dei 18 piani di illuminazione. I computer in loco e la stampante hanno poi permesso di aggiornare ogni scena man mano che si procedeva e di creare un A3 individuale per ogni area su cui lavorare durante la tracciatura. Si è trattato di un periodo interessante, poiché si poteva lavorare solo dal punto di vista del pubblico e guadare un fiume freddo e buio che scorreva abbastanza rapidamente (e che conteneva ostacoli nascosti come fosse di 20 metri con serpenti animatronici) non poteva essere considerato troppo favorevole al processo creativo. In un'occasione, il desiderio di fare una trama subacquea è diventato troppo forte per uno dei nostri colleghi più illustri. Lui, ovviamente, era l'unico uomo con gli stivali che non perdevano”.
“Il progetto completato dimostra come un forte team di specialisti che si uniscono possa fornire il risultato migliore”, ha dichiarato Kevin Murphy di Electrosonic. “Durante le riunioni di progettazione nel Regno Unito e negli Stati Uniti, le competenze e le esperienze tendevano a sovrapporsi, creando un'interazione molto positiva ed entusiasmante, anche se il team non aveva mai lavorato insieme prima. Una volta definita ogni fase, i team di specialisti si sono concentrati sulle rispettive aree della corsa per garantire che le idee più recenti e migliori venissero utilizzate in modo efficiente. “Il risultato finale è davvero una delle più belle giostre che abbia mai visto e un progetto di cui essere orgogliosi”.
Un altro uomo che si è divertito molto nel vedere il progetto realizzarsi e che è ancora presente sul posto è Bernie Allison di Mellon Stuart. Insieme a Mike Lowe di Teatro, azienda locale che ha fornito la maggior parte degli apparecchi installati in loco, mi ha accompagnato in una passeggiata quasi all'asciutto (senza trampolieri) attraverso il labirinto. Dopo 24 anni nell'esercito americano si è innamorato dello spettacolo e di questo angolo d'Italia e spera di rimanere con Gardaland e I Corsari. Bernie ha collaborato alla gestione del progetto e ha lavorato alla meccanica da quando la giostra è in funzione.
“È stato un lavoro intenso, ma è stato un piacere realizzarlo”, ha dichiarato. “Dal punto di vista scenografico è estremamente divertente e gli effetti speciali e l'illuminazione aggiungono il tocco finale per rendere la giostra una delle migliori al mondo. La gente applaude quando scende dalle barche alla fine della corsa, prima di fare la fila per passare di nuovo!”.
I Corsari
Gardaland, Castelnuovo, Italy
Main contractor and Project Management: Mellon Stuart International (US)
Show Production: Richard Crane Productions (US)
Set Building and Design: Museum Services Inc. (US)
Show Control, Lighting and AV Control Systems: Electrosonic (UK)
Animatronics: Creative Presentations (US)
Audio Visual Production: Media Projects International (UK)
Special Effects: Technifex (US)
Lighting: DHA Design Services (UK)
Sound: Tony Frossard
Ride: Intamin (Switzerland)
John Offord si addentra dietro le quinte di una nuova e unica giostra “tecnologica” a Gardaland, nel nord dell'Italia
Nascosto nel labirinto di 7000 metri quadrati di un enorme bunker sotterraneo in cemento armato di tipo nucleare, situato sotto un galeone dei pirati e situato all'interno del popolare parco divertimenti Gardaland, sulle rive sud-orientali del Lago di Garda, c'è una nuova “giostra” che ha attirato centinaia di migliaia di visitatori fin dalla sua apertura nella primavera del 1992.
“I Corsari” (La leggenda di Jason Montague e del Corsaro Nero) è il nome di questa avventura piratesca unica nel suo genere, e il suo particolare interesse per noi è il modo in cui i talenti creativi, in particolare statunitensi e britannici, sono stati sfruttati per fornire il massimo della magia, del mistero e dell'inganno. In questo viaggio sarete facilmente ingannati dal momento in cui scenderete nella stiva del galeone e vi metterete in coda per il viaggio in barca sotterranea. Una volta terminato il circuito di un quarto di miglio, probabilmente vorrete fare il giro ancora e ancora, come fa la maggior parte dei visitatori, nel tentativo di vedere tutte le parti che vi siete persi o nel vano tentativo di capire come è stato realizzato il tutto.
La magia del paesaggio, dell'acqua che scorre, del movimento e così via è un'applicazione di abilità più facilmente comprensibili. Ma l'immaginazione dietro le quinte, prodotta in gran parte “fuori sede”, è molto più segreta e per i profani probabilmente impossibile da capire. Tuttavia, con l'aiuto di alcune delle principali persone coinvolte, cercherò di farvi conoscere alcuni dettagli.
Per prima cosa, vorrei contestualizzare l'avventura. La giostra utilizza una serie di coppie di barche da 20 posti che procedono dall'area di carico della grotta attraverso una sequenza di 18 “scene” separate di varia lunghezza. L'intero percorso racconta una storia, anziché scorrere in una sequenza continua. Ogni scena è un set teatrale, con uno spettacolo che segue il movimento dei battelli, consentendo una sequenza completamente pianificata. L'attività in ogni scena coinvolge complesse figure umane animatroniche, alberi e animali e persino effetti speciali che vanno dalle esplosioni d'acqua ai topi che nuotano. L'audio svolge un ruolo importante in ogni scena, con tracce di sottofondo generali e molte tracce per effetti specifici. Uno schema di illuminazione teatrale e molti effetti speciali ottici, video e diapositive si combinano per produrre la magia che è propria de “I Corsari”.
La gestione del progetto di questa grande avventura è stata affidata alla Mellon Stuart Intemational di Orlando, in Florida, e i nomi chiave coinvolti in tutti gli elementi specifici del mistero (si veda l'elenco completo alla fine di questo articolo) sono, come noterete, per nome e/o località, un gruppo di alto livello, ben esperto nella gestione di progetti fuori dal comune.
La produzione complessiva è stata affidata a Richard Crane. “Il progetto aveva una serie di ostacoli da superare”, ha spiegato Crane, ”non da ultimo i tempi estremamente stretti per completarlo. Una volta ottenute tutte le approvazioni, c'era meno di un anno per completare la progettazione, la fabbricazione e l'installazione. Il successo è dovuto esclusivamente all'ottima collaborazione del team e alla sua orchestrazione da parte di Mellon Stuart International.
“Dal punto di vista geografico, il team comprendeva membri provenienti dalla Florida, dalla California e dal Regno Unito e sono stati necessari un paio di incontri lungo il percorso, ma la maggior parte del coordinamento è stata realizzata elettronicamente attraverso messaggi facsimile e la trasmissione di disegni da un computer all'altro attraverso modem telefonici. Solo pochi anni fa tutto questo non sarebbe mai stato possibile nel tempo a disposizione”.
Il progetto è stato organizzato in modo ragionevole in tre fasi di lavoro: progettazione di massima, progettazione dettagliata e produzione e ogni fase è stata approvata dal cliente prima di iniziare la successiva. Poiché il lavoro iniziale era a pagamento, è stato possibile dedicare il giusto tempo e impegno allo sviluppo delle idee e dei relativi costi e i proprietari di Gardaland hanno potuto disporre di informazioni precise su cui prendere decisioni. “Spesso il lavoro di ideazione e sviluppo iniziale è previsto senza compenso”, ha spiegato Malcolm Lewis di Media Projects International, con sede a Londra, che si è occupato degli aspetti audiovisivi del progetto. “Questo limita la qualità delle informazioni e spesso è una falsa economia da parte di proprietari e sviluppatori”.
Il progetto è iniziato con un briefing organizzato da HHCP, i progettisti e gli architetti, che ha riunito l'intero team, consentendo a tutti di dare un volto a un nome e di sviluppare un rapporto. “Questo ha reso la collaborazione molto più facile e la barriera della distanza tra i team del Regno Unito e degli Stati Uniti è praticamente scomparsa”, ha continuato Malcolm Lewis. “C'era un eccellente spirito di squadra e una facile comunicazione”.
Posso testimoniare la quantità di lavoro preparatorio richiesto semplicemente sfogliando i vari volumi spessi un centimetro di sceneggiature, story board, strutture di scene, 'disegni della trama e dell'atmosfera per una 'dark ride' e 'analisi tecnica per una dark ride' che si trovano sulla mia scrivania mentre scrivo questo pezzo.
Torniamo a Malcolm Lewis, che descrive in dettaglio alcuni dei segreti dell'inganno.
“Le due sequenze più impegnative che abbiamo dovuto creare sono state una scena subacquea con Corsari e Honorata e la nave di Jason Montague che spara sul forte e sui visitatori. La scena subacquea doveva essere convincente. Abbiamo creato quattro livelli di immagine e li abbiamo combinati nel montaggio. Il primo strato era costituito dai nostri due attori, che nuotavano come se fossero sott'acqua e “guidavano” i visitatori fuori dai guai. Erano sospesi su imbracature Kirby a due metri dal pavimento, davanti a uno schermo blu con due macchine del vento sotto di loro.
Questa è stata l'unica scena girata su pellicola da 16 mm perché dovevamo girare a 100 fotogrammi al secondo per fare lo “slo-mo” dell'azione. Le imbracature sono diventate piuttosto dolorose dopo un po', ma la tradizionale forza d'animo e le masse di gommapiuma vicino alle parti intime hanno salvato la situazione! Non è stato molto pericoloso, ma tuffarsi verso le macchine del vento richiede un certo coraggio. In ogni caso, il costosissimo abito d'epoca, ricoperto di pizzi, è diventato una vittima quando si è impigliato e strappato nella macchina. Grazie a Dio c'è l'assicurazione!
Abbiamo girato fasci di luce tremolanti riflessi da pezzi di specchio rotti posti sott'acqua in piatti piani, bolle che si sollevano in una vasca di vetro e, in un magazzino di Edmonton, pesci tropicali esotici. Combinato con l'azione dal vivo, è assolutamente convincente”.
Probabilmente la parte più eccitante dal punto di vista fisico è la scena in cui i visitatori si trovano in mezzo al fuoco incrociato, con i cannoni che sembrano sparare a pochi centimetri dalle barche e che atterrano nell'acqua a fianco, con tanto di spruzzi.
“La nave che sparava a tutti doveva essere fantasma e sparare con i cannoni in una certa sequenza, con una precisione di decimi di secondo”, ha spiegato Malcolm Lewis. “Si trattava di un modello, realizzato da un'azienda che per coincidenza si chiamava 'Pirate Models'. Anche se abbiamo preso in considerazione altri costruttori di modelli, il loro nome era troppo di buon auspicio per lasciarselo scappare! Hanno costruito un modello monofacciale lungo 60 cm che riproduceva la nave a grandezza naturale sopra l'azione che è il punto d'ingresso della giostra. Aveva cannoni che potevano sparare singolarmente e un paio di esplosioni a bordo per quando veniva colpita. Abbiamo ottenuto la scena dopo cinque riprese, il che è stato un bene perché ad ogni ripresa le esplosioni a bordo riducevano efficacemente il suo splendore.
“Nel montaggio abbiamo dovuto cronometrare con precisione i colpi di cannone e dare alla nave un'aura spettrale. Questo è stato fatto dopo molti esperimenti con un monitor che mostrava l'immagine sotto una telecamera per didascalie, con della carta da lucido sopra, per fornire una chiave morbida che poteva essere colorata e sovrapposta all'immagine originale. In tutto, abbiamo rielaborato questa scena sei volte, poiché dall'Italia sono stati inviati diversi calcoli sui tempi in relazione alla velocità delle imbarcazioni!
L'immagine video della nave pirata è stata proiettata in una grande proiezione Pani di un mare illuminato dalla luna. Questa immagine di sfondo è stata ritoccata in modo sostanziale - la luna e le rocce sono state riposizionate - utilizzando Photoshop su Apple Mac. Si tratta di un'operazione che qualche anno fa sarebbe costata una fortuna fuori casa.
“Il Mac è stato utilizzato anche per la scena della Caverna di Cristallo. Qui siamo partiti da semplici riprese in studio di una serie di pirati maleodoranti, poi li abbiamo scansionati in Photoshop e distorti al punto che le loro stesse madri non li avrebbero riconosciuti! Oltre alla distorsione, abbiamo cambiato i colori dei costumi e scambiato vari pezzi di anatomia per creare sei 'spiriti' pirata da un set originale di quattro immagini”.
Il controllo e la progettazione dei sistemi per I Corsari sono stati affidati a Kevin Murphy, responsabile della divisione Leisure Systems della Electrosonic Ltd di Dartford, nel Regno Unito.
“Le fasi di progettazione hanno presentato alcuni problemi interessanti”, ha dichiarato Kevin. “Nel convincere gli specialisti americani e soprattutto i team di animatronica (Creative Presentations) e di effetti speciali (Technifex) a utilizzare il sistema Electrosonic Ancor. C'era un po' di riluttanza a utilizzare un sistema di controllo dello spettacolo di cui non avevano esperienza, ma la programmazione è andata così bene sul posto che ogni dubbio è stato presto fugato.
“L'aspetto particolarmente importante di questa corsa è che ogni scena si svolge come uno spettacolo, attivato ogni volta che entra un'imbarcazione. È stato necessario prestare grande attenzione affinché tutta l'azione si svolgesse intorno alla barca mentre questa avanzava in ogni scena, per offrire ai visitatori una storia. Alcuni cambiamenti imprevisti dell'ultimo minuto nella velocità della corsa hanno reso necessarie alcune rapide modifiche alla programmazione, ma la facilità della programmazione Ancor ha permesso di farlo con il minimo sforzo”.
La programmazione vera e propria e le prove di ogni scena hanno richiesto l'uso di una stazione di programmazione basata su PC con un pannello speciale completo di cursori servoassistiti, joystick e interruttori. I programmi completati sono stati poi registrati su schede di spettacolo a stato solido basate su EPROM, per garantire il massimo livello di affidabilità. Tutto l'audio viene riprodotto utilizzando la gamma audio Electrosonic ESTA senza nastro, e anche le tracce di sottofondo vengono registrate su EPROM. Ogni canale audio è stato equalizzato utilizzando mixer modulari Electrosonic, con amplificazione Rane e Crest. I diffusori principali dello spettacolo sono Turbosound e LEM, mentre gli effetti spot sono riprodotti con la serie Control di JBL.
Ian Scott era il project engineering manager di Electrosonic e il responsabile di tutta l'implementazione della produzione, della progettazione finale e di tutto il lavoro in loco. “La progettazione finale, il cablaggio e la produzione di 16 rack di controllo e 11 rack di illuminazione sono stati eseguiti a Hawley Mill (sede centrale di Electrosonic) con spedizioni e installazioni scaglionate in Italia per rispettare i tempi di costruzione”, ha spiegato. “Il programma di produzione è sempre stato estremamente impegnativo. Una volta ottenuto il via libera al progetto, dopo la fase di progettazione, Museum Services (responsabile della scenografia) stava già allestendo le prime scene. Il sistema finale si basa su quattro aree di controllo principali, con una sala consolle di supervisione e comando che si affaccia sulla zona di carico delle barche della grotta.
Per offrire una reale flessibilità di produzione al produttore dello spettacolo, abbiamo dovuto assemblare e registrare la maggior parte del sistema audio senza nastro sul posto”. Tony Frossard (SAV) ha effettuato l'editing finale in loco utilizzando il sistema audio installato per verificare gli effetti richiesti. È stato poi utilizzato un impianto completo di registrazione audio tapeless per registrare le EPROM sonore dalle tracce audio approvate, un lavoro che di solito viene svolto a Hawley Mill. Per lo meno non ci sono state grosse sorprese e siamo riusciti a ottenere un tum-round abbastanza immediato nelle schede audio tapeless caricate su EPROM”.
Un nuovo elemento che il team Electrosonic deve ora includere nel proprio kit di attrezzi è un paio di waders! Per installare i sensori e raggiungere le parti vitali della giostra dopo l'ingresso dell'acqua, sono stati un accessorio pratico e alla moda.
Uno dei maggiori problemi che il team di installazione ha dovuto affrontare è stato il cavo di controllo multipolare, necessario per soddisfare le normative antincendio italiane. “Il cavo che dovevamo utilizzare era particolarmente rigido e poco flessibile”, ha dichiarato Kevin Murphy, ”ma la codifica dei colori disponibili per i cavi, generalmente a 4 coppie in un fascio complessivo, era molto limitante. La scelta è caduta su una guaina nera con quattro coppie nere! Con migliaia di canali di controllo, sia analogici che digitali, questo ha richiesto una notevole quantità di tempo e pazienza”.
Il progetto illuminotecnico de I Corsari è stato realizzato da DHA Design Services, con il team guidato da David Hersey e i designer associati Ted Mather e Adam Grater. “Essere coinvolti nelle fasi iniziali è stato un vantaggio spesso negato ai lighting designer“, ha spiegato Adam Grater, ‘e, oltre a tracciare una buona griglia per la passerella, siamo stati in grado di costruire una serie di fogli di ’Design Intention' che ci hanno aiutato a sviluppare la nostra tavolozza e gli elenchi delle attrezzature, a integrare i nostri requisiti con il resto del team e a portare tutto avanti fino alla messa in servizio”.
Il manifesto di ciascuna scena è una lettura intrigante. Prendiamo ad esempio la scena 12 (“Edge of the Earth”):
1) Effetti di nuvole su tutte le rocce che girano in senso antiorario.
2) Riempimento blu scuro nel fresnel wash.
3) Macchie e frangenti di luce lunare fredda su barca, barile e turista.
4) Fibre ottiche per illuminare il bordo della terra. Montaggio sul lato opposto con canale a U per dirigere la luce verso l'alto.
5) 10 Leko stroboscopici con sagome di fulmini e cinque Dataflash per l'illuminazione delle pareti rocciose.
6) Tre rotatori di gobo per la messa a fuoco dei vortici in tre diverse dimensioni. Velocità variabile su un canale per aumentare la velocità dell'acqua. Variare leggermente il colore.
7) Pars subacquei in rosso (pre-boil), verde (apparizione) e NC (climax) per la testa e la coda del mostro. Montati sui lati delle pareti della fossa in cemento.
8) Faretti da passerella per la testa e la coda.
9) Cascata di downlight con tre cir Ministrip (blu chiaro, blu scuro, verde).
Una nota interessante in calce a questa sezione del manifesto consiglia ulteriormente l'artista della luce: “La scena d'azione più fantastica di tutte. Nuvole vorticose e fulmini ovunque. Poi il mostro appare in una grande esplosione! Wow!”.
La maggior parte dell'attrezzatura illuminotecnica standard comprende principalmente apparecchi Teatro (una scelta forse influenzata dal fatto che la fabbrica si trovava letteralmente in fondo alla strada). Ove possibile, le lampade sono state montate con lampade di classe M a lunga durata (i livelli in questo tipo di lavoro sono in genere piuttosto bassi) e la durata delle lampade è ulteriormente aumentata dal fatto che ogni scena
La durata delle lampade è ulteriormente migliorata dal fatto che ogni scena viene attivata dall'avvicinarsi di una barca, le luci aumentano per eseguire una serie di segnali, per poi tornare al livello preimpostato quando le barche si allontanano.
Torniamo ad Adam Grater. “L'illuminazione è stata scritta su un Colortran Prestige, fornito da XTBA, e poi scaricata nel sistema Electrosonic per la riproduzione continua. Tra le altre apparecchiature utilizzate vi erano le eccellenti unità White Light VSFX, un bel po' di ondulazioni tubolari, l'occasionale M16 e uno o due (o più) gobo e dischi di animazione.
“Sono stati realizzati alcuni speciali: in particolare la scena del carico, originariamente vista come una piazza, aveva un sacco di luce lunare che filtrava attraverso la chioma di un albero. Tuttavia, a causa di uno o due problemi finanziari, la scena è stata trasformata in una grotta e abbiamo perso le posizioni di illuminazione a causa del nuovo design. Cogliendo l'ovvio, decidemmo di riempirlo con elementi pratici più grandi della realtà - una sorta di lampadari gotici dei pirati - che furono dettagliati da Mike Almond e, insieme a numerosi altri tipi di lampade da nave e lanterne pirata portatili, furono splendidamente realizzati da P.L.P. a Londra.
“Più avanti, un'intera scena è piena di cristalli traslucidi, che sono stati realizzati in un unico colore quando le barche sono entrate in scena, per poi passare a una gamma di colori pastello man mano che il resto della scena veniva rivelato. Un piccolo downlighter M16 a tre colori (dicroico) (di Laser Systems) si trovava sulla sua estremità, mentre più avanti, un'intera scena (il fondo del mare) dipinta in UV è illuminata con unità di increspatura tubolari UV (adattate).
(adattati da Bev Bigham di Lighting Technology e Howard Eaton), insieme a dischi di animazione montati sui Par 36 UV di Light Projects.
“L'onnipresente Mac ha fatto di nuovo la sua comparsa, in quanto siamo stati in grado di tradurre i disegni del progetto originale (su AutoCAD) nel nostro sistema (Powerdraw) e di utilizzarli per gli sfondi dei 18 piani di illuminazione. I computer in loco e la stampante hanno poi permesso di aggiornare ogni scena man mano che si procedeva e di creare un A3 individuale per ogni area su cui lavorare durante la tracciatura. Si è trattato di un periodo interessante, poiché si poteva lavorare solo dal punto di vista del pubblico e guadare un fiume freddo e buio che scorreva abbastanza rapidamente (e che conteneva ostacoli nascosti come fosse di 20 metri con serpenti animatronici) non poteva essere considerato troppo favorevole al processo creativo. In un'occasione, il desiderio di fare una trama subacquea è diventato troppo forte per uno dei nostri colleghi più illustri. Lui, ovviamente, era l'unico uomo con gli stivali che non perdevano”.
“Il progetto completato dimostra come un forte team di specialisti che si uniscono possa fornire il risultato migliore”, ha dichiarato Kevin Murphy di Electrosonic. “Durante le riunioni di progettazione nel Regno Unito e negli Stati Uniti, le competenze e le esperienze tendevano a sovrapporsi, creando un'interazione molto positiva ed entusiasmante, anche se il team non aveva mai lavorato insieme prima. Una volta definita ogni fase, i team di specialisti si sono concentrati sulle rispettive aree della corsa per garantire che le idee più recenti e migliori venissero utilizzate in modo efficiente. “Il risultato finale è davvero una delle più belle giostre che abbia mai visto e un progetto di cui essere orgogliosi”.
Un altro uomo che si è divertito molto nel vedere il progetto realizzarsi e che è ancora presente sul posto è Bernie Allison di Mellon Stuart. Insieme a Mike Lowe di Teatro, azienda locale che ha fornito la maggior parte degli apparecchi installati in loco, mi ha accompagnato in una passeggiata quasi all'asciutto (senza trampolieri) attraverso il labirinto. Dopo 24 anni nell'esercito americano si è innamorato dello spettacolo e di questo angolo d'Italia e spera di rimanere con Gardaland e I Corsari. Bernie ha collaborato alla gestione del progetto e ha lavorato alla meccanica da quando la giostra è in funzione.
“È stato un lavoro intenso, ma è stato un piacere realizzarlo”, ha dichiarato. “Dal punto di vista scenografico è estremamente divertente e gli effetti speciali e l'illuminazione aggiungono il tocco finale per rendere la giostra una delle migliori al mondo. La gente applaude quando scende dalle barche alla fine della corsa, prima di fare la fila per passare di nuovo!”.
I Corsari
Gardaland, Castelnuovo, Italy
Main contractor and Project Management: Mellon Stuart International (US)
Show Production: Richard Crane Productions (US)
Set Building and Design: Museum Services Inc. (US)
Show Control, Lighting and AV Control Systems: Electrosonic (UK)
Animatronics: Creative Presentations (US)
Audio Visual Production: Media Projects International (UK)
Special Effects: Technifex (US)
Lighting: DHA Design Services (UK)
Sound: Tony Frossard
Ride: Intamin (Switzerland)
War against the ciglioni
Re: I Corsari - Attrazione dismessa
E sti sapienti geni che amministrano il parco l'hanno buttata giù......per mettere zebre e maiali che cantano.......che tristezza infinita....
Re: I Corsari - Attrazione dismessa
Solo che tutte queste belle cose hanno funzionato per quanto? Io molte neanche le ricordo, tipo la nave fantasma e il Corsaro e Honorata sott'acqua.
Potevano ripristinarle o farne di nuove altrettanto allettanti, ma figuriamoci! Piuttosto tirano via tutta l'attrazione
Potevano ripristinarle o farne di nuove altrettanto allettanti, ma figuriamoci! Piuttosto tirano via tutta l'attrazione
Re: I Corsari - Attrazione dismessa
Le proiezioni originali hanno funzionato dal 92 al 2000 circa. Non si hanno date ufficiali purtroppo. Volendo "giustificare" il parco (e andando contro il mio pensiero da maniaco di questa attrazione, nonchè collezionista di apparecchi audio/video, ma ragionando da azienda che deve investire e guadagnare) non aveva senso dal 2000 in poi convertire i filmati in digitale, sostituire i proiettori con una tecnologia piu' moderna (quindi sostituendo i tritubo, i supporti, gli specchi ecc...) e rifare le varie sincronizzazioni sostituendo gli hardware con software. L'attrazione era già accettabile cosi', alla fine era come l'abbiamo vista tutti fino al 2018. Un intervento venne fatto pero' (o porcheria, sinonimo di intervento in questo caso), ovvero la sostituzione del vascello fantasma proiettato con una nave in vetroresina (effetto Playmobil, che combatte a 3 metri da un fortino, ma i creatori ne vanno tanto fieri nelle interviste, definendo questo intervento come una "spettacolarizzazione e valorizzazione di una scena, in cui vennero aggiunti effetti di fuoco innovativi, cioè in pratica le lanterne con un ventilatore una lampadina e le fiamme di stracci di seta, molto effetto bancarelle dei Cinesi a Lido Degli Estensi estate 2002". A gusto mio personale una vera porcheria comunque...).
Se qualcuno addetto ai lavori ci legge, faccio un appello. Nella sala di controllo, fino a pochi anni fa, c'erano ancora i lettori Lasermax con probabilmente all'interno i Laserdisc originali delle proiezioni. Sono al 99,9% pezzi unici, neanche chi giro' le scene all'epoca ha il materiale, quindi salvatelo, perchè come è già successo (Valle dei Re) chi ci lavora non ha idea di cosa sta maneggiando, deve fare spazio per il restyling e butta via tutto. E' inconcepibile creare dei Lost Media perchè per noncuranza, menefreghismo e ignoranza vengono letteralmente buttati nel rusco.
Se qualcuno addetto ai lavori ci legge, faccio un appello. Nella sala di controllo, fino a pochi anni fa, c'erano ancora i lettori Lasermax con probabilmente all'interno i Laserdisc originali delle proiezioni. Sono al 99,9% pezzi unici, neanche chi giro' le scene all'epoca ha il materiale, quindi salvatelo, perchè come è già successo (Valle dei Re) chi ci lavora non ha idea di cosa sta maneggiando, deve fare spazio per il restyling e butta via tutto. E' inconcepibile creare dei Lost Media perchè per noncuranza, menefreghismo e ignoranza vengono letteralmente buttati nel rusco.
- Enrico Mocci
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Re: I Corsari - Attrazione dismessa
Buona parte del materiale audiovisivo dell'attrazione è rimasto accatastato nelle varie control room (sì, ce ne sono più di una) della dark ride, se non direttamente nelle scene in cui erano installati i proiettori. Non conservato, ma proprio buttato lì. Computers, rack audio, proiettori...Perlomeno, è stato così fino al 2018. Probabilmente ad oggi avranno buttato via tutto...
Re: I Corsari - Attrazione dismessa
Io mi ricordo il vecchio proiettore della nave nella scena della battaglia , ancora lì è coperto da un sacchetto delle immondizie
Re: I Corsari - Attrazione dismessa
deve essere stata una bella esperienza lavorare all'interno dei corsari, per quanto riguarda le varie attrezzature chiamiamole "vintage" che sono forse in giro nei vari backstage, non sarebbe possibile acquistarle o anche poterle recuperare per realizzare una specie di museo (alla fine sono attrezzature interessanti che hanno dato vita all'attrazione) o il parco preferisce buttarle piuttosto che darle a qualcuno? Ho sempre pensato a quanto sarebbe bello possedere un pezzo della storia di Gardaland.
Poi vorrei ringraziare chi racconta del backstage e delle sale di controllo, perchè questa attrazione mi ha sempre affascinato e ogni volta che fornite qualche dettaglio nuovo sono sempre cose interessanti.
Poi vorrei ringraziare chi racconta del backstage e delle sale di controllo, perchè questa attrazione mi ha sempre affascinato e ogni volta che fornite qualche dettaglio nuovo sono sempre cose interessanti.
- Enrico Mocci
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Re: I Corsari - Attrazione dismessa
Diciamo che è sempre più pratico buttare via tutto. Pensa solo al tempo per recuperare i vari materiali, ripulirli da anni di abbandono, stoccarli da un'altra parte, metterli in vendita o progettare un museo. Ecco, serve tempo, e servono persone che lo facciano...Sostanzialmente sono soldi spesi senza un effettivo guadagno. Ergo, non credo che si salverà qualcosa da laggiù.
A me resteranno sicuramente i ricordi, a voi i racconti di chi ha avuto la fortuna di poterci lavorare. Che poi, ai più quello che ho visto potrebbe non interessare minimamente, agli appassionati invece potrebbe incuriosire. In fin dei conti, si tratta di decine e decine di metri di corridoi in cemento armato dislocati su due livelli, pieni di porte che si affacciano sul percorso. Su ogni livello, due control room che un tempo ospitavano ingombranti attrezzature audiovisive, già da anni sostituite da pc più moderni e da attrezzature meno voluminose. E poi qualche stanza che un tempo ospitava gli effetti speciali, oggi (parlo ormai di 7 anni fa) sgabuzzini pieni di vecchie apparecchiature non funzionanti buttate per terra.
Però tutto questo mi emozionava...
Quello che spero veramente non buttino via, sono tutti i faldoni in cui l'attrazione veniva spiegata tecnicamente, scena per scena, effetto per effetto. Erano fogli in inglese dove c'erano tutti i dettagli che ci sarebbero dovuti essere, perché di alcuni effetti non ho mai trovato riscontro dell'effettiva realizzazione.
Ma ormai tutto questo non ha più senso, il parco si evolve (?) e bisogna guardare avanti.
Quel che importa è che resti a tutti il ricordo di questa fantastica attrazione, che all'epoca tutti ci invidiavano.
A me resteranno sicuramente i ricordi, a voi i racconti di chi ha avuto la fortuna di poterci lavorare. Che poi, ai più quello che ho visto potrebbe non interessare minimamente, agli appassionati invece potrebbe incuriosire. In fin dei conti, si tratta di decine e decine di metri di corridoi in cemento armato dislocati su due livelli, pieni di porte che si affacciano sul percorso. Su ogni livello, due control room che un tempo ospitavano ingombranti attrezzature audiovisive, già da anni sostituite da pc più moderni e da attrezzature meno voluminose. E poi qualche stanza che un tempo ospitava gli effetti speciali, oggi (parlo ormai di 7 anni fa) sgabuzzini pieni di vecchie apparecchiature non funzionanti buttate per terra.
Però tutto questo mi emozionava...
Quello che spero veramente non buttino via, sono tutti i faldoni in cui l'attrazione veniva spiegata tecnicamente, scena per scena, effetto per effetto. Erano fogli in inglese dove c'erano tutti i dettagli che ci sarebbero dovuti essere, perché di alcuni effetti non ho mai trovato riscontro dell'effettiva realizzazione.
Ma ormai tutto questo non ha più senso, il parco si evolve (?) e bisogna guardare avanti.
Quel che importa è che resti a tutti il ricordo di questa fantastica attrazione, che all'epoca tutti ci invidiavano.
Re: I Corsari - Attrazione dismessa
Grazie veramente, sarebbe bellissimo poter vedere quei faldoni con le scene, l'aspetto tecnico dei corsari mi ha sempre incuriosito e appassionato, spero di poter vedere un giorno le planimetrie e le varie schede tecniche, perché quello che si trova online è solo la punta dell'iceberg, e grazie ancora per altre curiosità sui vai tunnel del backstage che a malincuore rimangono per me un mistero che posso solo immaginare.
Comunque se hai altri racconti, aneddoti, curiosità e dettagli tecnici che vuoi divulgare io sarò sempre pronto a leggere con grande interesse.
Comunque se hai altri racconti, aneddoti, curiosità e dettagli tecnici che vuoi divulgare io sarò sempre pronto a leggere con grande interesse.
- fusiniermanno
- Utente di livello 2
- Messaggi: 93
- Iscritto il: 27 lug 2025, 8:26
Re: I Corsari - Attrazione dismessa
Un ricordo al nostro caro mostro marino…come in pochissimi l’hanno visto…




-
Tunga_Apeman
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- Messaggi: 31
- Iscritto il: 22 lug 2025, 15:51
Re: I Corsari - Attrazione dismessa
Qualcuno sa che fine abbia fatto?
"A tutti i ragazzi del mondo a cui ho dedicato i miei sforzi e le mie passioni, siano i benvenuti in queste terre di fantasia."
~Livio Furini, 19/07/1975
~Livio Furini, 19/07/1975
- fusiniermanno
- Utente di livello 2
- Messaggi: 93
- Iscritto il: 27 lug 2025, 8:26
Re: I Corsari - Attrazione dismessa
Speriamo l’abbiano tenuto anche se…potrebbero averlo demolito

