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Legendia [Poland]

Inviato: 8 giu 2025, 10:46
da FLovero
Apro questo topic per raccontare la mia esperienza in questo parco.
Per il ponte del 2 giugno ho deciso di avventurarmi in solitaria in terra polacca, principalmente per andare ad Energylandia. Ho deciso di volare da Bergamo verso Katowice, una delle città assieme a Cracovia che fungono da ottima base per poter raggiungere EL. La ragione che mi ha spinto a scegliere questa città è stata, oltre all’essere più contenuta con i costi (non che Cracovia sia cara, anzi), la presenza di un certo Vekoma che era da anni che volevo provare, Lech coaster.
Così il 31 maggio, scendo dall’aereo alle 10 del mattino, prendo il bus verso Katowice, veloce check-in in ostello, pranzo da KFC e attraverso letteralmente la strada per arrivare a Legendia verso le 13. Il parco è facilmente raggiungibile del centro città, ha una fermata del tram proprio di fronte alla piazza d’ingresso oppure sono 30 minuti a piedi seguendo la comoda pista ciclabile. Stava diluviando e avevo visto da vari post instagram che il parco tende a chiudere tutte le attrazioni outdoor in caso di maltempo e a tenere aperto solo la piccola parte indoor contenente un playground e la dark ride interattiva. Non avevo ancora acquistato il biglietto dato che sapevo del brutto tempo già da diversi giorni, e non volevo spendere i 40 euro per poi essere costretto a non fare nulla. Per fortuna, nonostante il diluvio, una volta davanti ai cancelli intravedo Lech Coaster correre in lontananza.
Nel caso vi interessasse si può acquistare il biglietto online ad una cifra prossima ai 35 euro oppure a prezzo intero presso l’infopoint alla destra dell’ingresso (le casse “normali” a sinistra erano tutte chiuse, ma non so se perchè questa fosse la prassi per la bassa affluenza oppure semplicemente funziona così e basta). Tra l’altro ci sono due tipologie di biglietto una che permette di entrare nel parco per “camminare e fare picnic” e un altro che permette di accedere alle attrazioni (vi viene dato un braccialetto da indossare e da far vedere agli operatori delle attrazioni).
Dunque Legendia, cosa dire. E’ un parco storico, il più antico della Polonia, aperto nel 1959. Il parco ha subito diverse trasformazioni e negli ultimi anni, dopo l’acquisizione da parte del gruppo slovacco Tatry Mountain nel 2015, ha tentato un rinnovamento generale, a partire dal nome, Legendia. Il parco fino ad allora si chiamava Silesian Amusement Park (la Slesia è la regione geografica in cui si trova Katowice). Il nome Legendia è stato dato per poter essere più facilmente riconoscibile e per dare un’identità precisa al parco. La nuova proprietà aveva intenzione (ha ancora?) di tematizzare l’intero parco su leggende e folklore della Polonia. Le ultime novità installate rispecchiano proprio ciò.
L’ingresso e la main street seppur molto contenuti come dimensioni, sono ben fatti e sono tematizzati come se fosse un vecchio villaggio mediavale/fiabesco. La vista si apre su un lago centrale su cui si affacciano le diverse attrazioni. Ma andiamo con ordine.
Dato il diluvio e la pancia piena di pollo fritto non avevo nessuna intenzione di andare a rimettere il tutto su Lech perciò mi sono diretto verso la dark ride interativa Basylisk. Si trova in un capannone sulla sinistra del lago, a fianco della grande ruota panoramica. L’ingresso del capannone è ben tematizzato, con delle gigantesche radici che fuoriescono dai muri e abbracciano l’ingresso a forma di tronco di albero. I muri esterni non hanno theming, ma sono ricoperti di vegetazione quindi alla fine si sposa bene con il tema delle radici. Una volta entrati ci si trova davanti un’area ristoro e un playground sulla sinistra. Sulla destra c’è l’ingresso alla dark ride. L’attrazione si basa sul mito del basilisco, una creatura leggendaria che sembra un misto tra un serpente ed un uccello. La storia della ride è molto semplice, bisogna aiutare il protagonista a salvare il regno dall’attacco del basilisco tramite una pistoletta. I veicoli, sviluppati da ETF, sono trackless. La tematizzazione interna è stata curata da JoraVision e la componente gaming da Alterface. L’attrazione nel complesso è davvero ben fatta, c’è un misto tra theming fisico e proiezioni e a differenza di una certa dark ride sul lago di Garda, nonostante ci siano dei muri neri sono molto ben nascosti grazie ad un ottimo utilizzo delle luci. I target da colpire sono sia fisici che in digitale sugli schermi. Non ci sono animatronics purtroppo, la maggior parte dell’azione avviene sulle proiezioni, ma ci sono delle belle scenografie (la qualità realizzativa di JoraVision si vede). Nota dolente per la queue line. Di base sarebbe ben tematizzata, se non fosse che viene utilizzata come area ristoro per il punto food a fianco (ci sono letteralmente dei tavolini in mezzo a tutta la prima parte della coda) e addirittura come sala giochi (c’è un castello gonfiabile con le palline e diversi giochi con i gettoni in quella che dovrebbe essere una bel salone tematizzato. Era palese che all’inizio ci fosse un preshow data la presenza di un mega schermo sulla parete di fondo e l’audio (molto basso) sembrava raccontare la storia della ride. Nel complesso è una buona dark ride e soprattutto notevole per un parco di questo livello. Miglior dark ride in Polonia, anche perchè quella di Energylandia è da vomito.
Uscito da Basilisk e proseguendo il giro intorno al lago ci si imbatte in una strana flat ride. E’ una sorta di mega beep in cui si è seduti in un aereo a 8 posti. La struttura è visivamente impressionante, parecchio alta (La tipologia è flying machine). Nulla di emozionante in realtà, per raggiungere la velocità massima e per fermarsi ci mette due minuti buoni. La cosa più divertente della ride è essere quasi colpiti in faccia dagli alberi che ci sono intorno e pregare che non crolli tutto perchè la struttura è arrugginita e marcia.
Continuando il giro ci si imbatte nei relitti di alcune flat ride, e nella stazione di un vecchio coaster Pinfari ora rimosso, anche se le fondamenta sono ancora visibili. Proseguendo si arriva davanti ad una water ride simil log flume che sembra anche molto carina, ma era chiusa e davanti c’era un cartello con scritto NEW EXPERIENCE 2.0 COMING SOON (e io che pensavo fosse solo Magicland a spacciare per novità attrazioni già presenti nel parco).
Prossima tappa qualcosa di più interessante e che ero molto curioso di provare: uno HUSS Rainbow o per i vecchi frequentatori di Gardaland, la Nuvola. Molto divertente, ha delle belle forze laterali (nel mio caso accentuate dal fatto che sulla ride fossi completamente da solo) e anche del leggero airtime. Molto bella la vista dalla cima, anche perchè proprio di fronte c’è il lago e sullo sfondo lo skyline della città.
Sceso dall’attrazione sono ormai arrivato al fondo del parco ed è arrivato il momento dell’attrazione che mi aveva portato lì.
Lech coaster è stato uno di quei coaster che ha aiutato Vekoma a ripulirsi l’immagine di azienda da coaster scassoni. Di tipologia Bermuda Blitz, è davvero bello visivamente, sia per l’intreccio compatto di binari che per il theming che è molto immersivo. Lech coaster si basa sulla storia della figura mitologica di Lech, il primo Re e fondatore della Polonia. L’edificio della stazione rappresenta un castello, ed è presente anche un fly-through del coaster sotto forma di corkscrew. Il percorso della queue line è completamente incomprensibile, una volta varcato l’ingresso ci sono una miriade di switchback che vanno dappertutto e all’inizio continuavo a girare in tondo non capendo in che direzione andare. Praticamente una volta passato l’ingresso bisogna andare tutto a destra e seguire il muro esterno della queue, seguendolo si arriva in qualche modo alla parte indoor della coda e da lì in stazione. In origine era presente un preshow nella parte indoor, ma che io sappia non è più in funzione da anni. Una volta raggiunta la stazione, mi siedo immediatamente in backrow. Il coaster è stato walk-on per tutto il giorno, ed è così nella maggior parte dei giorni di apertura del parco. I treni sono molto comodi e nonostante preferisca le lapbar, le protezioni vests non danno fastidio durante il giro essendo molto elastiche.
Il coaster raggiunge rapidamente i 40 metri di altezza per poi tuffarsi a 90° gradi in una fantastica drop. In backrow è potentissima e se la gioca per essere la mia drop preferita di sempre. La combinazione di ejector airtime e potenti laterals è fantastica. Da lì si entra nei dieci secondi più intensi che abbia mai provata su un coaster. Le forze G positive vengono sostenute dal fondo della drop, per tutta la prima inversione (sidewinder) e fino alla cima della S-Hill. Il greyout che ne risulta è veramente spaventoso, ho perso quasi completamente la vista fino al camelback, mai provato nulla di così intenso e sostenuto (ho visto parecchi riders perdere coscienza in questo punto, io stesso ci sono andato vicino in un paio di occasioni). La S-Hill e il camelback sono davvero fenomenali, due forti momenti di ejector airtime (in particolare la S-Hill mischia l’ejector con dei potenti laterals che risultano ancora più forti se sì è ancora in greyout dall’inversione precedente). Il corkscrew attraverso la stazione è preso a grande velocità e regala un bel momento sia onride che offride per quelli che sono di sotto in stazione. Lech ritorna a spingere sulle G positive con un intenso overbank e una veloce curva bassa a destra prima di essere lanciati in aria da un piccolo, ma violentissimo camelback. Segue un secondo veloce corkscrew e un’altra intensa curva a sinistra. La wave turn che segue è forse l’unico elemento del coaster che non regala un granchè ed è più bello offride, ma Lech finisce forte con una veloce elica rasoterra, piuttosto intensa, un’altra s-hill con un bell’airtime/laterals, un’ultima curva a destra e un saltino nei freni finali. Sono all’incirca 40/50 secondi dalla prima drop ai freni finali, ma sono quasi tutti molto intensi. Lech non spreca tempo, colpisce durissimo. Che siano G positive, o potente airtime, è un coaster esagerato in tutto. Forse anche troppo. Io sono un’amante dell’intensità nei coaster, ma maratonare Lech è stata un’impresa piuttosto ardua. Sono riuscito complessivamente a fare 18 giri in circa 4 ore (era walk on dopotutto), ma ho fatto fatica a fare più di cinque giri consecutivi, dovevo prendermi mezz’oretta tra una “sessione” ed un'altra per rifiatare. E’ stato il mio primo “moderno Vekoma” ed ora capisco tutto l’hype che si era creato.
Durante le pause da Lech ho avuto modo di provare anche le altre attrazioni presenti nel parco, questa volta nella parte destra del lago. Accanto a Lech è presente l’ultima novità degna di nota del parco, una rapids ride di Hafema. Non molto bagnata, ma questo credo dipenda dal fatto che anche qui fossi totalmente solo sul gommone. La tematizzazione è piuttosto semplice, ma è ben fatta. Assomiglia alla lontana alle rocce di basalto di Klugheim e sono presenti diversi effetti d’acqua come cascate e geyser, tutti funzionanti durante la mia visita. Poco oltre si raggiunge il secondo ed ultimo coaster operativo del parco. Devil’s Loop. Assomiglia a un coaster doppio loop della Schwartzkopf, ma è stato prodotto dall’azienda francese Soquet. Qui ho ben poco da dire. I due loop sono abbastanza intensi, scuola Schwartzkopf, ma il resto del layout è totalmente inutile e privo di forze, oltre a vibrare in maniera piuttosto vistosa (anche se pensavo peggio). Nota particolare, alcune sedute del coaster sono girate al contrario (no grazie per me). In zona sono presenti diverse flat ride da luna park messe randomicamente nei viali e il cadavere di un altro coaster Pinfari totalmente identico a quello che era presente nella parte opposta del parco. A questo punto il giro del lago è terminato e ci si ritrova di nuovo in main street.
Alla fine, se non fosse per Lech e in parte per la dark ride interattiva, è un parco piuttosto inutile da visitare. Non ho nulla da dire sulle operations dato che il parco era vuoto e sul cibo non saprei cosa dire dato che ho mangiato nel KFC di fronte l’ingresso.
Si vede che stanno faticando a tenere in piedi la struttura e un po’ dispiace perchè l’impegno, soprattutto nelle ultime novità, si vede ed è tangibile. Purtroppo la vicinanza con Energylandia non aiuta e anche i locals sembrano evitare il parco. Quasi tutti quelli con cui ho parlato fuori dal parco mi hanno detto che non ci mettono piede da anni e che, ovviamente, a rapporto qualità/prezzo preferiscono EL.
Non è un parco che riempe una giornata, io ho fatto tutto diverse volte nel giro di 4 ore.
Diciamo che se non siete appassionati di coaster, evitate tranquillamente questo parco, a meno che non siate in zona Katowice.
E complimenti se siete arrivati fino in fondo a questa (inutilmente lunga) recensione. Ho paura per quella che dovrò scrivere di Energylandia :lol:

Re: Legendia [Polonia]

Inviato: 8 giu 2025, 17:17
da stelau85
A me è piaciuta tantissimo la tua recensione! Mi sembrava di essere al Parco insieme a te :super:

Re: Legendia [Poland]

Inviato: 9 giu 2025, 9:52
da Dexter
Mi fa piacere sapere che quel fatto spiacevole sul Lech non sia capitato solo a me :P
Sono stato in questo parco nel 2018, era un pochino diverso con 2 altri vecchissimi rollercoaster (uno tipo himalaya@luneur) con uno che partiva a spinta...
Anche quella volta pochissima gente col Lech fatto a nastro, fino a quando ho avuto quel secondo di buio. Unico su 300 rollercoaster provati ad avermi fatto questo scherzo. Mi sono subito rifocillato con un buon pranzo proprio alla taverna lì a fianco, poi l'ho rifatto anche per curiosità e non è più capitato.
Probabilmente sì le forze g qui sono toste soprattutto se ripetute, e se si è un po' scarichi di forze o non abbastanza idratati può succedere un micro svenimento. 8-)