Disney Village
Re: Disney Village
Ci sono i quadri a tema Disney
Moooolto minimale, ma se non lo vedo di presenza non riesco a farmi un'idea chiara
Moooolto minimale, ma se non lo vedo di presenza non riesco a farmi un'idea chiara
Re: Disney Village
Assolutamente. Nei primi anni 2000 l'aspetto più "caciarone" (passatemi il termine) faceva sembrare il Village veramente un prolungamento del parco, era piacevole anche passeggiare fuori senza per forza entrare nei negozi.Harlock10 ha scritto: 23 set 2026, 14:21 A me gli interventi nel village mi fanno venire in mente solo una parola: sterile. Non c’è veramente nulla che faccia pensare a un tema o alla magia di essere su di una proprietà Disney.
Sembra uno dei tanti outlet di fascia medio bassa che aprono in italia.
Re: Disney Village
Hai ragione, c’è più magia da Primark nel reparto Disney che in questo nuovo store.
Avete visto la tristezza infinita dei manichini?
Avete visto la tristezza infinita dei manichini?
Re: Disney Village
Viso in effetti sembra un generico centro commerciale, ma essendo fuori dai cancelli credo sia voluto, per attirare più gente anche non interessata ai parchi. Però non mi pare tanto sensato. Io l'avrei rifatto ma mantenendo la "giocosità" delle architetture
Re: Disney Village
Mah oddio, con il centro commerciale di Val d'Europe a due passi, non so quanta gente possa essere "attirata" al Village se non ha interesse per i parchi.
Re: Disney Village
Infatti da lì i miei dubbi, perché bello è bello, sobrio ed elegante, non hanno fatto qualcosa di brutto, ma poteva essere in qualsiasi parte del mondo, da un Disney Village migliore aspetto che sia evidente che sia Disney
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micheleforchini
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Re: Disney Village
Secondo me ci siamo focalizzando sul problema sbagliato.
A mio avviso il Village ha bisogno di essere ri-vitalizzato. Paradossalmente, se l'architettura è quella ma ci metti verde, statue e riferimenti Disney va benissimo uguale.
Quello che manca è un piano di "animazione" del Village in stile Disney. Se non ricordo male, una volta al Cafè Mickey arrivavano i personaggi, ma io non ho memoria di meet&greet al Village.
Forse il Bar a tema Sport ha ripreso ora a fare qualcosa a livello di eventi, ma secondo me è lì il problema del Village.
A mio avviso il Village ha bisogno di essere ri-vitalizzato. Paradossalmente, se l'architettura è quella ma ci metti verde, statue e riferimenti Disney va benissimo uguale.
Quello che manca è un piano di "animazione" del Village in stile Disney. Se non ricordo male, una volta al Cafè Mickey arrivavano i personaggi, ma io non ho memoria di meet&greet al Village.
Forse il Bar a tema Sport ha ripreso ora a fare qualcosa a livello di eventi, ma secondo me è lì il problema del Village.
Re: Disney Village
A me e' sempre sembrato abbastanza anonimo, se fosse piu come Disney Springs ad Orlando, avrebbe tutt'altra affluenza.
- Diego Valente
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Re: Disney Village
Sono d'accordo con il tuo approccio.micheleforchini ha scritto: 1 ott 2026, 10:05 Secondo me ci siamo focalizzando sul problema sbagliato.
A mio avviso il Village ha bisogno di essere ri-vitalizzato. Paradossalmente, se l'architettura è quella ma ci metti verde, statue e riferimenti Disney va benissimo uguale.
Quello che manca è un piano di "animazione" del Village in stile Disney. Se non ricordo male, una volta al Cafè Mickey arrivavano i personaggi, ma io non ho memoria di meet&greet al Village.
Forse il Bar a tema Sport ha ripreso ora a fare qualcosa a livello di eventi, ma secondo me è lì il problema del Village.
La questione non è solo sapere se i nuovi edifici sono più belli o più moderni, ma se il Disney Village conservi questa capacità di essere una vera e propria destinazione di divertimento autonoma.
Per me, il Disney Village ha perso l’essenza stessa per cui era stato progettato e creato.
In origine, il Disney Village non era semplicemente una via di ristoranti e boutique : era stato concepito come il centro della vita notturna e del divertimento del resort, in particolare per i visitatori dopo la chiusura del Parco Disneyland.
Frequentando il parco 3 o 4 volte l’anno dalla sua apertura (ormai sono diventato un vecchio «crouton», ma sempre un appassionato) deploro personalmente la perdita del suo obiettivo iniziale. Il sito si chiamava inizialmente Festival Disney, prima di diventare Disney Village nel 1996.
Ogni boutique o ristorante aveva come tema una regione o una città degli Stati Uniti. Perché, come affermavano i progettisti, l’America è molto popolare in Francia. Un errore, come hanno dimostrato gli anni successivi. Ma i creatori del concept erano così convinti della loro idea che il nome del villaggio di divertimento era già stato scelto: Broadway Entertainment Center. Era stato persino suggerito di chiamarlo America. Alla fine, per l’apertura, optarono per la sicurezza con Festival Disney.
Per molti visitatori che soggiornavano, il Disneyland Village rappresentava una continuità della loro visita, ritrovandovi i colori, l’atmosfera e i personaggi. Il Village attirava anche numerosi parigini, che vi trovavano divertimento senza dover andare al parco. Il Village costituiva una destinazione di uscita a sé stante : ci si poteva andare per cenare, vedere un film, ascoltare un concerto, ballare, fare shopping o semplicemente godersi l’atmosfera notturna con una variazione dell’architettura e degli edifici molto colorati e fortemente differenziati nella loro concezione, vicini a uno spirito “toon” che richiamava in qualche modo l’atmosfera del parco.
Ma cosa si poteva fare al Disney Village negli anni ’90 ?
C’era l’Hurricanes, una vera e propria discoteca (ma numerosi incidenti le furono fatali e chiuse nel 2010), il Billy Bob’s Country Western Saloon (che esiste ancora) proponeva musica, danza e atmosfera country/western, e il Rock’n’Roll America aveva anch’esso una vocazione musicale e festosa. La serata poteva quindi continuare al Disney Village dopo una giornata trascorsa nel parco.
Il Buffalo Bill’s Wild West Show (profondamente rimpianta da tutti) era già presente dal 1992, ma il suo ambiente era diverso : esisteva in particolare un’ampia spianata con animali legati allo spettacolo, prima che lo sviluppo del Planet Hollywood e del cinema trasformasse questa parte del Village.
L’offerta di ristorazione era estremamente varia. All’apertura nel 1992, si trovavano sette ristoranti e gli stabilimenti avevano identità molto diverse: diner americano, steakhouse, frutti di mare, bar sportivo, saloon, ecc.
Annette’s Diner (che inizialmente doveva chiamarsi Be-Bop Café) e Billy Bob’s Country Western Saloon (inizialmente, il bar si chiamava Blue Grass Saloon) - The Steakhouse – Sports Bar (che all’inizio si chiamava «Champions»), poi Carnegie’s in seguito diventato New York Style Sandwiches (all’epoca vi si proponevano bagel e pastrami) e chiuso nel 2024.
Key West Seafood (su ogni tavolo si trovava un esemplare del Key West Citizen, il giornale locale dell’isola. Il piatto forte era il granchio blu all’aglio, un granchio che bisognava aprire con un piccolo martello fornito a tale scopo) e Los Angeles Bar & Grill (oltre ad avere l’aspetto di un ristorante elegante della costa occidentale, proponeva nel suo menu piatti e bevande tipicamente californiani, come gamberi, granchio e pizze americane cotte al fuoco di legna, da accompagnare con una margarita o una piña colada).
Poi l’offerta si è arricchita: Planet Hollywood nel 1996, Rainforest Café e McDonald’s nel 1999, Café Mickey nel 2002 e King Ludwig’s Castle nel 2003, etc...
Il Gaumont Disney Village apre nel 1997 con otto sale. Il complesso verrà in seguito ampliato e raggiungerà le 15 sale, con l’arrivo in particolare di una sala IMAX.
Uno degli elementi che oggi si dimentica di più è la Scena Centrale, apparsa negli anni ’90 tra The Disney Store e Sports Bar. Ospitava concerti e animazioni. Nel 1997, ad esempio, un grande tendone installato sul sito accolse Jimmy Cliff e Kool & The Gang. C’era anche una Scena all’Aperto, utilizzata in particolare per eventi musicali.
C’erano molte più boutique specializzate. L’offerta commerciale originaria comprendeva in particolare :
The Disney Store – Hollywood Pictures – Streets of America – The Surf Shop – Team Mickey - Buffalo Trading Company e Buffalo Bill’s Wild West Show Store . La diversità era quindi piuttosto importante. The Disney Store fu in seguito ampliato all’inizio degli anni 2000.